Il Tirreno

Patresi 

I cinghiali arrivano fino all’albergo: «Ormai scavano davanti ai tavoli»

Stefano Bramanti
I cinghiali arrivano fino all’albergo: «Ormai scavano davanti ai tavoli»

Incursione degli animali nel giardino dell’hotel Belmare “Arate” anche le aiuole della terrazza panoramica

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Patresi. Questi mesi per l’Elba occidentale sembrano un percorso a ostacoli. Esiste, come ovunque la minaccia pandemica, sebbene in via di soluzione. A questo si aggiunge la frana a Campo Lo Feno, che ha reso ardua la circolazione stradale da oltre poi mesi. C’è anche un altra emergenza che incombe da molti anni e pare incurabile: ovvero i cinghiali che vivono nell’isola e che nella notte tra mercoledì e ieri sono stati protagonisti di un’incursione all’hotel Belmare di Patresi.

Il titolare Vincenzo Anselmi cura centimetro per centimetro il luogo di accoglienza dei clienti, col suo grande piazzale dal quale si vede un panorama suggestivo con tramonti sogno in cui il sole si tuffa nell’orizzonte lontano tra Capraia e Corsica. E la sua attenzione alle aiuole geometriche e fiorite è stata guastata nella notte di giovedì da una scorribanda di cinghiali.

«È un fenomeno che sembra non finire mai non solo in queste nostre zone, ma in tutta l’Elba – racconta –. Dobbiamo subire questi animali di per sé innocenti: loro svolgono il proprio compito di bestie, ignari del disagio che creano. Non ne possiamo più. Qua, anche con l’associazione Amici di Patresi e Colle d’Orano, curiamo i sentieri e l’ambiente costantemente perché ci teniamo alla nostra isola».

Anche un marcianese “adottato” (è di origine svizzere), che ha la casa poco oltre albergo, ha registrato un incursione notturna dei “cinghiali aratori”.

Da un documento di Elbaconsapevole del 2021, redatto con altri enti si legge: “Fonti storiche e giornalistiche documentano che il cinghiale storicamente presente sull’isola, si è estinto circa 220 anni fa e che l’animale attualmente presente all’Elba è stato immesso intenzionalmente dai cacciatori a partire dal 1963. Si tratta di un ibrido, frutto di incroci su base maremmana ed europea, ulteriormente incrociato in periodi successivi, che può raggiungere densità elevate». Una situazione fuori controllo che pare non avere soluzioni. –

Stefano Bramanti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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