Gioco
Ragazzi, lavoratori e non residenti In un giorno 1.104 vaccinati all’Elba
Boom di adesioni alla giornata di vaccinazione a Portoferraio Zini e Chetoni: «Il traguardo immunità è sempre più vicino»
Giuseppe Boi
Portoferraio. Lei ha 21 anni, lui 22 e sono studenti universitari che non vedono l’ora di tornare in facoltà. L’altro ha 34 anni ed è un lavoratore del turismo che non vuole rischiare di perdere la stagione. Infine c’è lui, 45enne, che non risiede nell’isola, ma ci lavora e ha preso al volo l’opportunità di effettuare il vaccino anti covid-19. Sono solo quattro delle 1.104 persone che ieri hanno effettuato la profilassi contro il coronavirus in occasione della giornata straordinaria di vaccinazioni all’ospedale di Portoferraio. Tanti giovani e giovanissimi, molti lavoratori, qualche proprietario di seconde case tutti in prima fila per proteggere se stessi e l’intera isola d’Elba dal virus che ha messo il mondo in ginocchio.
«Non posso che essere soddisfatto anche perché si sono vaccinati tantissimi ragazzi: con le vaccinazioni di oggi ci avviciniamo al traguardo di mettere in sicurezza la nostra isola», sottolinea Angelo Zini. Il sindaco di Portoferraio è parte di un meccanismo che ieri ha funzionato alla perfezione grazie a uno sforzo che a coinvolto decine di persone. A partire dai volontari di Misericordia, Croce verde, Santissimo sacramento, al coordinamento delle Pubbliche assistenze e a Bottega della salute impegnati ad accogliere i vaccinandi, fargli compilare il consenso informato e quindi indirizzarli ai laboratori. Per finire con i medici e infermieri che materialmente hanno eseguito la profilassi. Grazie all’impegno di tutti le operazioni sono cominciate alle 9 e sono proseguite ben oltre le 19, orario inizialmente previsto quale limite per effettuare le vaccinazioni.
Il tutto per fare un passo avanti per avere un’isola protetta dal Covid, anche se il direttore dell’Asl Elba, Fabio Chetoni, ricorda come «sia necessario comunque tenere comportamenti responsabili, anche se si è vaccinati. Il vaccino è fondamentale perché protegge dalle forme più gravi della malattia evitando di finire in ospedale e, soprattutto, di morire. Tuttavia non garantisce l’immunità e dobbiamo tutti evitare di contrarre anche forme lievi». —
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