Sicurezza
L’Isola fa il record di vaccini: nessuno fa meglio in Toscana
Stefano Bramanti
Portoferraio. Un’isola da record. Nessuno in Toscana fa meglio dell’Elba in tema di vaccini. Lo certifica il report sanitario diffuso ai sindaci dall’Asl Toscana nord-ovest. E il successo è destinato ad aumentare nei numeri: i dati generali dell’Asl sono relativi a venerdì scorso e segnalano una percentuale di elbani che hanno ricevuto una prima dose pari al 52%. Già ora la percentuale è salita al 55% e con i 1.110 vaccini di ieri a Portoferraio si rischia di superare quota 60%.
Una quota che rischia di allargare il vantaggio dell’Elba rispetto agli altri territori. Nel report dell’Asl l’isola era seguita dalla Lunigiana col 44, 5%, dalle Apuane col 41%. La Valle del Serchio e la Versilia hanno una percentuale intorno al 40 e valore simile, mentre l’area livornese e la Val di Cecina e la Val di Cornia sono ancora più sotto nella classifica che vede “fanalino di coda” la Piana di Lucca col 37%.
L’isola primeggia pure nella vaccinazione della fascia dei 70-79 con il quasi 50% di prime dosi . Il secondo in classifica, la Val di Cecina, è ben stanziato con il 29,4%. Un altro record elbano sono il 73% di vaccinati con prima dose nella fascia 60-69 anni. Un dato superiore a tutte le altre zone che si ripete anche nella fascia 50-59 con la prima dose ricevuta dal 53, 6%. delle persone.
«L’Elba galoppa verso l’immunità di gregge – si sbilancia Angelo Zini –. Sono record indubbiamente molto positivi. Un lavoro straordinario, esagerato. Siamo vicini ad arrivare all’obiettivo che ci eravamo posti per avere un isola sicura per chi ci vive, per chi viene a lavorare qui e per tutti i turisti che vorranno passare da noi le vacanze. Anche in questo senso la nostra organizzazione risulta sempre migliore e possiamo permetterci di dare risposte a chi è in vacanza e ha bisogno di fare la seconda dose del vaccino. In tal caso gli ospiti dovranno avere una permanenza da noi non breve».
«Stiamo facendo un grande lavoro tutti insieme, ma in prima linea è tutto il personale sanitario, il mondo del volontariato e perfino medici in pensione tornati in servizio», prosegue il sindaco di Portoferraio rendendo merito a una macchina guidata da Fabio Chetoni, a capo del sistema sanitario isolano dell’Asl dal 1° marzo del 2020, quindi da quando è esploso il Covid. È un livornese, laureato in farmacia all’università di Pisa e specializzato in farmacia ospedaliera all’Università di Modena, mentre a dirigente l’ospedale di San Rocco è il suo collega il medico Luigi Genghi, già responsabile dell’ufficio d’igiene. Una coppia azzeccata quindi, ma i meriti di tale performance vanno a tutte le componenti dello staff e più in generale ai medici del nosocomio, gli infermieri e il resto del personale, nonché importante l’apporto del mondo del volontariato e i medici di base. Una macchina che è in cammino con forza, dietro a questo compito di primaria importanza per il futuro dell’isola. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google