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Crisi Liberty Magona, i sindacati chiedono un incontro a Ferrari

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PIOMbiNO. Non si sblocca la situazione di Magona, stretta tra i problemi finanziari del Gruppo indiano guidato da Sanjjev Gupta e quelli produttivi collegati alla situazione: difficoltà di approvvigionamento di semiprodotti da parte di Arcelor Mittal, che vanta crediti nei confronti del Gruppo. In conseguenza di questa situazione il gruppo dirigente locale ha annunciato nei giorni scorsi ai sindacati almeno tre settimane di cassa integrazione a partire dal sette giugno.

Così ieri Fim, Fiom e Uilm hanno scritto al sindaco Francesco Ferrari chiedendogli «un incontro urgente per illustrare le problematiche rispetto alla situazione dello stabilimento siderurgico Liberty Steel Magona. Come noto – scrivono i sindacati al sindaco – il gruppo indiano proprietario dello stabilimento piombinese è entrato in crisi di liquidità a seguito della messa in amministrazione controllata della “gamba finanziaria” Greensill Capital».

«Dal crac di marzo a oggi – proseguono i sindacati – ogni stabilimento del gruppo ha “camminato con le proprie gambe” e la Magona, godendo di stima del brend, con un portafoglio clienti importante è riuscita a far fronte a un mercato sebbene, come sempre in queste circostanze, più “cinico” ed esigente. Il colpo di grazia e il rischio di un fermo totale delle produzioni, il cui rallentamento è già in atto, è dovuto al mancato approvvigionamento di semiprodotto coils a caldo da parte di Arcelor Mittal, che pretestuosamente, a nostro sapere, lamenta un’insolvenza da parte di uno stabilimento diverso appartenente al gruppo Liberty, sebbene Magona abbia sempre onorato i propri debiti e sia nelle condizioni di farlo pagando il semiprodotto alla consegna».

Per i sindacati si tratta di «uno schiaffo per un intero territorio e per l’unica sua impresa che dall’acquisizione ha assunto più di 100 giovani e fatto investimenti rappresentando un fiore all’occhiello per tutti noi».

Per queste ragioni, in attesa della convocazione delle istituzioni al ministero dello Sviluppo economico, che il sindacato si augura «sia calendarizzata nel più breve tempo possibile» Fim, Fiom e Uilm chiedono l’incontro a Ferrari, «per condividere i dettagli di tali preoccupazioni e per verificare le possibilità di azioni anche comuni che abbiano obiettivi condivisi». —

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