Sicurezza
Addio a Sergio Pasquali, testimone degli esuli fiumani
il lutto
Se n’è andato improvvisamente, per un malore, Sergio Pasquali, 84 anni. Originario di Fiume, dopo i primi anni a Venezia (la famiglia subì l’esperienza dei centri di raccolta profughi e l’esclusione dai sussidi previsti dalla legge per gli esuli bisognosi), si trasferì nel 1955 a Livorno. Era consigliere nazionale e vicepresidente del comitato di Livorno dell’associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che così lo ricorda: «A Livorno Sergio completò le ultime classi del liceo. Dopo la laurea in ingegneria aeronautica all’Università di Pisa, esercitò in diverse sedi, anche all’estero. Rientrò a Livorno per assistere i genitori e visse allora una seconda vita lavorativa, fino al pensionamento, come apprezzato insegnante presso l’Istituto tecnico industriale Galilei. Oltre all’amore per i motori aeronautici – passione che andava ben al di là delle incombenze professionali o didattiche e che lo mise in contatto con circoli internazionali di amatori – dedicò molto impegno all’associazionismo giuliano-dalmata, nel ricordo della sua Fiume e delle tragedie che investirono il confine orientale d’Italia. Uomo dalle maniere impeccabili – conclude l’associazione – aveva imparato ad apprezzare lo spirito antiretorico e dissacratorio dei livornesi, senza rinunciare a rivendicare la funzione di un pudore e di una sobria signorilità borghese, di cui a giusto titolo, si sentiva portatore».
Pasquali aveva insegnato anche all’Ipsia Brignetti di Portoferraio e fu ospite, nel febbraio 2020, del Comune di Piombino, come testimone delle vicende degli esuli fiumani. Era molto conosciuto in città, dove viveva con Zisa Mariotti, sua compagna dal 1994. —
F.L.
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