Il Tirreno

al teatro metropolitan 

Il grande ritorno degli spettacoli fa il “pieno” il tributo a Morricone

Francesca Lenzi
Il grande ritorno degli spettacoli fa il “pieno” il tributo a Morricone

Tutto esaurito (370 presenti), tra distanziamenti e uscite scaglionate, al primo evento post riapertura

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Francesca Lenzi

PIOMBINO. Ha fatto il pieno lo spettacolo “Omaggio a Ennio Morricone – InCanto di un mito”, prodotto dalla società Dream Solutions, diretto da Fabrizio Angelini, e andato in scena in anteprima sabato pomeriggio al Metropolitan.

Sono 370 i biglietti staccati per il tributo al grande compositore e direttore d’orchestra, realizzato con una formula innovativa e originale, frutto di una meticolosa ricerca biografica e musicale, portata avanti dal soprano Silvia Dolfi, interprete sul palcoscenico del teatro Metropiltan di Piombino, nonché ideatrice dell’intero progetto.

SICUREZZA

Dicevamo tutto esaurito per il Metropolitan, secondo le restrizioni Covid che consentono un numero ridotto sul totale disponibile. Curata nei dettagli la gestione della sicurezza. Posti scaglionati nella sala, apertura delle porte laterali per il ricambio d’aria fra primo e secondo atto, uscite differenziate. Prima dello spettacolo sono state fornite informazioni sul corretto comportamento nel teatro, sottolineando l’obbligo di indossare la mascherina per tutto il tempo dell’evento. Non sono mancati i classici furbetti che hanno provato ad approfittare del buio in sala per abbassarsi la mascherina. Un numero insignificante rispetto al totale del pubblico, largamente rispettoso delle norme di sicurezza. Un pubblico, fra l’altro, entusiasta, sia per il ritorno in sala per un evento finalmente live, sia per lo spettacolo in sé, trascinante e di ottima qualità.

LO STAFF

Due ore e mezzo in compagnia della musica del maestro Morricone, con brani cantati da Silvia Dolfi, accompagnata da un’orchestra dal vivo composta da Riccardo Butelli (batteria), Daniele Nannini (basso), Enrico Rinnoci (tastiere), Stefano Pioli (pianoforte) Paolo Batistini (chitarra), e i quattro archi Claudio Cavalieri, Emanuele De Luca, Riccardo Cavalieri e Laura Bianchi. Inoltre, contributi video dei celebri doppiatori Luca Biagini, Roberto Chevalier, Marco Mete, Fabrizio Pucci, e testimonianze di ospiti speciali come il trombettista Nello Salza, il compositore Bruno Battisti d'Amario, la cantante Edda dell'Orso, gli attori Eugenio Allegri e Leo Gullotta, l’interprete e regista Giuliano Montaldo. A completare il cast creativo gli arrangiamenti di Aidan Zammit e le scene e le immagini curate nei particolari da Giuliano Giuggioli.

LO SPETTACOLO

“Omaggio a Ennio Morricone – InCanto di un mito” avrebbe dovuto debuttare lo scorso novembre a Gorizia, con date già programmate in tutta Italia.

La chiusura dei teatri ha costretto la produzione a riprogrammare il tour, fissando l’anteprima al Metropolitan di Piombino che ha ospitato le prove dello spettacolo. Traendo spunto dalle versioni cantate del repertorio di Morricone, Dolfi ha spaziato dalle sonorità pop agli slanci mitici dei cult western.

Dalla Califfa a Maddalena, passando per C’era una volta in America, per arrivare a Tarantino con il provino usato per Django e l’Oscar vinto con la colonna sonora di Hateful Eight. Dalla musica struggente di Mission, attraverso la collaborazione con Tornatore in Malena, La leggenda del pianista sull’oceano e Nuovo Cinema Paradiso, fino alle musiche leggendarie composte per Sergio Leone: Per un pugno di dollari, Giù la testa, C’era una volta il west, Il Buono, il brutto e il cattivo.

«Non pensavo di emozionarmi così – le parole alla fine dell’evento della cantante e ideatrice dello spettacolo musicale Silvia Dolfi – in realtà ho fatto debutti importanti, in città importanti, per grandi spettacoli. Ma qui c’era qualcosa di più. C’era una mia creatura, il mio sguardo, la mia anima. L’ho pensata io. Ho cercato le persone, i collaboratori del maestro, i doppiatori, le informazioni, le interviste. Tutto per omaggiare Morricone. Un lavoro di due anni per un repertorio meno usuale, ma comunque bellissimo. Ci tenevo a dare una storia diversa del maestro, dove si potesse assaporare anche l’uomo. Avrei voluto dedicargli questo spettacolo in vita. È passato troppo tempo, e questo aspetto ha giocato una grande emozione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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