Sicurezza
Suini, allevamento a Barbiconi Un comitato contro il progetto
suvereto. «Abbiamo raccolto centinaia di firme tra semplici cittadini, aziende agricole, agriturismi oltre a numerose associazioni che operano sul territorio». A dare i numeri il Comitato No porci Barbiconi a distanza di venti giorni dalla sua costituzione. L’iniziativa si propone di impedire che possa riprendere vita l’ex allevamento di suini in località Barbiconi. Chi volesse firmare la petizione può sottoscriverla dalla piattaforma online Change.org “No allevamenti intensivi a Suvereto”.
I riflettori sull’azienda, che è chiusa da decenni, si sono accesi con il cambio di proprietà. Capannoni e terreni sono stati acquistati dall’impresa mantovana Carmo Srl, specializzata proprio nell’allevamento di suini. Un passaggio che ha messo in fibrillazione anche la politica locale.
«Questo primo risultato – dicono dal Comitato – testimonia come il territorio sia un elemento fondamentale per i suveretani e più in generale per tutte le attività che nel tempo hanno contribuito a rendere questo borgo rinomato e apprezzato anche all’estero». Che prosegue: «Ribadiamo la nostra ferma contrarietà a qualsiasi possibile insediamento dedito all’allevamento intensivo di suini così come la nostra estraneità a qualsiasi strumentalizzazione politica. Le informazioni in nostro possesso provengono da atti pubblici e da ricerca su internet e quindi di dominio pubblico, desideriamo semplicemente che la nostra azione contribuisca a non fare scelte scellerate che riporterebbero Suvereto molti anni indietro vanificando gli sforzi e l’impegno di chi ha investito e creduto in un modello di sviluppo davvero sostenibile e di qualità». —
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