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Sottostazione Terna Tra disagi e proteste sono iniziati i lavori per i nuovi uffici

M.M.
Sottostazione Terna Tra disagi e proteste sono iniziati i lavori per i nuovi uffici

La predisposizione delle aree autorizzata dal governo «Molti sono gli interrogativi, è opportuno un chiarimento» 

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SUVERETO. Il via vai di camion dalla centrale Terna. Gli inevitabili disagi in via dei Forni. Il movimento ha fatto scattare più di un campanello di allarme a Suvereto. C’è chi teme che si stia lavorando per dare gambe al progetto Sacoi 3, ovvero il collegamento elettrico tra Sardegna, Corsica e Italia peninsulare, sul quale da agosto dello scorso anno è in corso l’iter di valutazione di impatto ambientale (Via) per l’autorizzazione che prevede il rifacimento della sottostazione in località Forni.

«Si predispongono le aree per la costruzione dei nuovi uffici – dicono da Terna –. Si tratta di un intervento autorizzato». Lo conferma la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini: «Abbiamo ricevuto gli atti in Comune, ma si tratta di un lavoro la cui autorizzazione è stata data dal governo. C’è una dichiarazione di inizio attività che è supportata da tutta una serie di documenti di dettaglio».

Il presupposto alle operazioni di movimento terra e demolizioni lo ha creato la variante urbanistica semplificata approvata dal Comune di Suvereto a fine 2020. Di fatto, consente a Terna di spostare degli edifici ad uso magazzini e uffici all’interno dei confini della sottostazione a Forni. A non convincere, già all’epoca del voto in consiglio, era il legame con il progetto Sacoi 3. Nelle aree liberate dai vecchi edifici è prevista la costruzione della nuova sottostazione.

«Comprendo la preoccupazione e l’attenzione – prosegue Pasquini –, ma il controllo su le attività in corso è stato fatto in sede ministeriale. C’è una documentazione chiara e puntuale. Il terreno è stato caratterizzato. È previsto per quanto possibile il riuso dei materiali in loco e per il resto sono definite le modalità per il corretto smaltimento».

Proprio l’attenzione sul progetto Sacoi 3, sul quale ci sono ancora alcuni mal di pancia, avrebbe dovuto suggerire un’informazione puntuale. Invece, chi ha visto il via vai di camion ha subito pensato all’avvio dei lavori della grande opera. «Un inizio inaspettato», dice Barbara Guazzini che si è rivolta al Tirreno per venire a capo della vicenda.

«Immensi i disagi arrecati, fin dalle prime ore della mattina con il blocco del traffico automobilistico a causa del passaggio di autoarticolati e senza nessun intervento della polizia municipale per il coordinamento del traffico – racconta Guazzini –. Anche se viene riportato che sono iniziati i lavori relativi allo spostamento dei soli uffici, si ritiene che questi dovessero essere valutati, a livello organizzativo, nel complesso delle opere cui sono asserviti ovvero il potenziamento Sacoi 3. Difatti lo spostamento è necessario, e quindi correlato, a quel progetto». E sottolinea che «non risulta nessuna campagna di campionamento e verifica dei parametri ambientali del suolo e del sottosuolo, nonostante la presenza di numerosi rifiuti, probabilmente anche di matrice pericolosa, di cui sarebbe doverosa una comunicazione alla popolazione». E conclude: «Molti sono gli interrogativi che emergono a fronte dei disagi che la popolazione si appresta ad affrontare e di cui sarebbe quantomeno opportuno un chiarimento, anche se tardivo, dello stato dei lavori in atto». – M.M.

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