Il Tirreno

confederazione agricoltori 

Nuovi costi per la difesa «Rivedere il piano di gestione del lupo»

2 MINUTI DI LETTURA





campiglia. «Una delle maggiori difficoltà che incontrano gli allevatori di animali da reddito gestiti allo stato brado o semibrado è la predazione». Parte da qui la Confederazione italiana agricoltori provinciale. «Peraltro diversi cittadini, pur non avendo niente a che vedere con il mondo dell’allevamento, ci stanno rappresentando il loro timore a inoltrarsi nelle aree boscate, a spostarsi nelle ore notturne, considerato che i lupi si stanno avvicinando alle abitazioni, facendo diventare la problematica non più solo agricola, ma di carattere sociale».

In un recente incontro, su iniziativa dei Comuni di Campiglia e Suvereto, sono state illustrate le esperienze realizzate in provincia di Grosseto con il progetto Life Medwolf, tra il 2012 e il 2017, per mitigare gli impatti del lupo sulle attività produttive, dotando le aziende di strumenti di prevenzione. «Il giudizio sulla efficacia degli interventi previsti – sostiene Cia Livorno –, che riguardano l’introduzione di recinzioni di protezione di diverso tipo, per creare una barriera tra predatori e potenziali prede, dotazione di cani accuratamente selezionati e addestrati alla protezione del gregge, il ricovero notturno, non è del tutto univoco, anche perché in taluni casi comporta la modifica del tipo di allevamento. Resta comunque un tema fondamentale: l’aumento dei costi di gestione per introdurre i sistemi di protezione». Dall’associazione arriva un calcolo. «I risultati di una ricerca Crea hanno stimato dai 40 ai 50 euro per capo all’anno l’aumento dei costi. Per la gestione di un cane addestrato alla guardiania si parla di oltre mille euro all’anno. In queste condizioni è evidente che il margine economico dell’allevamento risulta compromesso». Che conclude: «È necessario rivedere il piano di gestione del lupo, finalizzato al contenimento del numero di capi, riconoscere i giusti indennizzi sia per il danno che per lo smaltimento delle carcasse, incentivare la difesa con finanziamenti specifici per le aziende, che coprano i costi effettivamente sostenuti. E in tema di risarcimenti per i danni causati agli allevamenti va superato il criterio del bando annuale, con la tempistica e la burocrazia che si porta dietro». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web