Il Tirreno

Lo youtuber fiorentino “rapito” dall’Isola: la grande bellezza elbana sfonda sui social

Antonella Danesi
Lo youtuber fiorentino “rapito” dall’Isola: la grande bellezza elbana sfonda sui social

Il viaggio dell’influencer WikiPedro: «Miniere, sassi di Sant’Andrea, spiaggia di Sansone e Forte Falcone mi hanno lasciato di stucco» 

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L’intervista

L’Elba era una sua “carenza” e l’ha colmata. WikiPedro, questo il nome con cui è conosciuto il ventinovenne youtuber fiorentino Pietro Resta, l’ha girata in lungo e in largo per qualche settimana documentandone storia, natura, usanze e costume nel suo linguaggio social ma sempre preciso e documentato. Dopo mesi di zona rossa a Firenze aveva voglia contatto con la natura, mare, montagna, verde e ha scelto l’Isola.

La conoscevi già?

«No, era il mio cruccio, uno come me non poteva non conoscerla. Avevo sempre sentito parlare della sua storia, di questa grande bellezza del territorio. Avevo voglia di staccare e di vedere posti nuovi».

E quale è l’aspetto che ti colpisce di più?

«Mi hanno colpito le miniere tra tutte le meraviglie che ci sono, paradossalmente magari, visto che si parla di qualcosa di abbandonato, di distrutto. Ma mi ha rapito il cuore e infatti l’ultimo contenuto video che farò saranno le tre cose che mi sono piaciute di più dell’Elba e tra queste al primo posto metterò le miniere del Vallone».

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Hai avuto modo di conoscere gli elbani?

«Non me ne avevano parlato benissimo, mi avevano detto che gli isolani sono chiusi, ti guardano male ma il mio lavoro e il fatto di avere un pubblico aiuta. Sono fortunato da questo punto di vista e mi sono trovato veramente molto bene, ho conosciuto ragazzi in gamba e persone che hanno voglia di far conoscere la loro terra, un grande attaccamento e tanta voglia di trasmetterla».

Il posto del cuore dell’Elba quindi sono le miniere?

«Mi hanno rapito il cuore, ma ho ancora altri posti da vedere, quindi non posso dire quali siano i preferiti. Le miniere hanno un posto speciale, ma ad esempio anche i massi di granito a Sant’Andrea mi hanno lasciato di stucco, la spiaggia di Sansone è veramente stupenda e mi è piaciuto molto anche Forte Falcone con i suoi scorci sul mare, mi ha ricordato il Forte Belvedere di Firenze, le fortezza da cui si controllava tutto».

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Tornerai sull’Elba? Avrai altro lavoro da fare?

«Tantissimo, qui avrei potuto restarci altri due, tre mesi. E comunque quando vado in un posto cerco sempre di non vedere tutto, per avere la possibilità di ritornare. Mi è successo a Roma quando ci sono stato in ottobre e tutto questo per me è positivo perché almeno ho l’opportunità di tornarci. Anche in questo caso dall’Elba sarei dovuto andare a Pianosa ma non ci sono andato e questa sarà una scusa per andarci la prossima volta. Volevo parlare dell’Elba e del suo ruolo durante la seconda guerra mondiale, ma per ora non lo farò e sarà anche questo il pretesto per tornare».

Al di là dell’aspetto scherzoso con cui veicoli i contenuti, sei preciso e dettagliato nella ricerca, quale è il metodo per prepararti?

«Per me questo è un aspetto importante perché credo che per fare comunicazione, anche in maniera scherzosa e simpatica, sia fondamentale dire le cose corrette, altrimenti si rischia che da una cosa bella, se ne fa una brutta e magari capita di mancare di rispetto. Quando mi trovo fuori da Firenze cerco di stare ancora più attento perché non è la mia terra. Mi documento molto sui libri, sulle guide, su Internet. E poi per me è fondamentale parlare molto con le persone, magari quelle più anziane. Mi documento sull’informazione storica per poi rielaborarla anche a modo mio». –

Antonella Danesi

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