Il Tirreno

venturina 

Adeguati gli scarichi Italian Food invia le carte in Regione

Manolo Morandini

Dall’esame dipende la messa in marcia degli impianti Al tribunale chiesto il dissequestro di parte della merce

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Manolo Morandini

VENTURINA. Inviate le carte. Documenti attesi da Regione, Arpat e Asa per valutare il dettaglio degli interventi per gestire le criticità di portata e qualità degli scarichi a valle dello stabilimento Italian Food di Venturina Terme.

Non c’è ancora il responso, ma è un segnale che muove nella giusta direzione. E apre uno spiraglio per la messa in marcia della fabbrica in tempo per l’avvio della campagna del pomodoro. Nel decreto regionale della direzione Ambiente ed energia numero 7182 del 3 maggio sono specificati nel dettaglio condizioni e limitazioni da rispettare. Ed è a queste che l’azienda ritiene di aver ottemperato. Tanto da inviare i documenti all’esame degli uffici regionali.

Il fermo amministrativo alle linee di produzione dello stabilimento è scattato il 24 marzo per irregolarità negli scarichi inviati a depurazione, dopo tre diffide notificate nell’estate 2020. Da qui la necessità di interventi strutturali e prescrizioni che sono alla base della nuova autorizzazione unica ambientale (Aua) rilasciata il 3 maggio.

Non è una novità che vi siano criticità al depuratore di Campo alla croce, dove vengono convogliati sia gli scarichi civili che dell’industria del pomodoro. Le settimane in cui la fabbrica marcia a pieno regime coincidono con quelle a cavallo di Ferragosto in cui si deve tenere conto anche del picco di presenze turistiche. L’azienda deve rispettare sia parametri di qualità che quantità degli scarichi. A questo proposito, l’altra scadenza cerchiata di rosso nel calendario Italian Food è il 15 giugno. Entro questa data dovrà essere messo in opera il nuovo sistema di dosaggio dei reagenti per contenere i parametri inquinanti negli scarichi di produzione.

La dimensione della possibile crisi va ben oltre i confini della fabbrica. I 130 dipendenti sono in cassa integrazione dal 12 aprile. L’ammortizzatore sociale è stato riconosciuto fino al 30 giugno. C’è la speranza che possa essere interrotto prima e di arrivare senza altri inciampi all’avvio della campagna del pomodoro, che entrerà nel vivo da luglio. L’incognita tiene con il fiato sospeso anche gli addetti stagionali, che a pieno regime raddoppiano gli occupati in azienda, e le imprese agricole che riforniscono di pomodoro l’Italian Food.

Al netto della messa a norma degli scarichi a pesare sono anche i riflessi, al netto dell’accertamento delle responsabilità in sede giudiziaria, dell’inchiesta “Scarlatto” portata avanti dai Carabinieri del reparto Tutela agroalimentare di Roma per presunta frode in commercio che vede l’azienda accusata di aver imbottigliato prodotti etichettati come “100% italiani” o “100% toscani” quando in realtà erano realizzati miscelando materia prima locale con pomodoro straniero. La società avrebbe presentato al tribunale l’istanza per il dissequestro di parte della merce sequestrata che in totale ammonta a 4.447 tonnellate, tra conserve già confezionate e prodotto semilavorato. –

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