Sicurezza
«Il Pd fa la morale, ma le colpe sono sue»
Fratelli d’Italia attacca sulla gestione dell’impianto «Il tentativo era ripianare il debito creato dai politici»
PIOMBINO. «Il Pd, ancora una volta, sbandiera la retorica di una Rimateria utile al territorio e tenta di fare la morale addossando le colpe a coloro che, invece, hanno solo agito per il bene dei cittadini». È un attacco duro, quello che il circolo di Piombino di Fratelli d’Italia rivolge al Pd. Al centro della discussione la questione della discarica.
«Tutto ha un limite e la retorica del Pd locale lo ha ampiamente superato – spiegano da Fdi – Il segretario di federazione ha il coraggio di affermare che il fallimento di quella società significa il fallimento di un intero territorio sostenendo che quella stessa società sarebbe stata funzionale e strategica per Piombino, per le bonifiche e per la ripartenza delle acciaierie. Sono le stesse parole che il Pd usava, quando ancora governava la città, tentando di giustificare la privatizzazione della società e il raddoppio dei volumi di discarica, respingendo oltretutto la richiesta dei cittadini di avere voce in capitolo attraverso un referendum».
Per Fdi la discarica «è stata così funzionale da creare una montagna di rifiuti speciali provenienti da fuori, e non dalla fabbrica o dalle bonifiche – spiegano ironicamente dal partito – è stata così funzionale da non generare alcun profitto per il Comune che ospita quella discarica, circostanza più unica che rara. È stata così funzionale da produrre un procedimento penale dinanzi alla direzione distrettuale antimafia di Firenze. È stata così funzionale da generare più di un sospetto sulla regolarità dei conferimenti; dubbi non ancora chiariti visto che quella stessa società ha fatto di tutto per impedire i carotaggi».
«L’unica utilità di quell’infelice progetto – aggiungono ancora da Fdi – l’unico vero motivo per cui ha visto la luce, era quella di ripianare debiti milionari per i quali ancora non si conoscono i responsabili giuridici ma, invece, conosciamo nomi e cognomi di quelli politici. Sembra incredibile che chi ha creato quel mostro e voleva fare di Piombino un polo di rifiuti ora venga a ricordarci la necessità di bonificare 900 ettari di Sin, perché l’inquinamento di quel Sin è avvenuto con la loro colpevole noncuranza. Di certo non vorranno far credere che la Li53, una discarica a cielo aperto, sia nata nella notte dei tempi quando invece si tratta di una decina di anni fa. E, oltretutto, quel Sin doveva e poteva essere bonificato da tempo. Non sono stati in grado di portare a Piombino un euro per le bonifiche neppure quando sottosegretario all’ambiente era un esponente del Pd residente in Val di Cornia e, adesso, pretendono di indicare a chi governa la strada da seguire». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
