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Nell’arco di un anno o poco più il metanodotto Snam sarà in attività a Campiglia

Manolo Morandini
Nell’arco di un anno o poco più il metanodotto Snam sarà in attività a Campiglia

Due chilometri di tracciato per il nuovo allacciamento per la Unicalce All’autorizzazione rilasciata dalla Regione si lega anche il vincolo di esproprio 

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CAMPIGLIA. Due chilometri di tracciato. È questa la lunghezza del metanodotto destinato a rimpiazzare l’allacciamento “Sidercalce Campiglia”. Stando ai piani di Snam Rete Gas e Unicalce nell’arco di un anno o poco più sarà in esercizio. L’apertura del rubinetto promette di alimentare gli impianti dell’azienda specializzata nella produzione di calce e premiscelati per l’edilizia che con il suo impianto affaccia sulla via Campigliese. «Il gasdotto esistente verrà dismesso», dicono dal quartier generale Snam tra ede di San Donato Milanese e la nuova sede di Milano. Il decreto della Regione Toscana di autorizzazione alla costruzione e alla messa in esercizio dell’opera è del 12 febbraio e arriva al temine di un lungo iter che ha richiesto l’intervento di vari enti chiamati a esprimere un parere ed eventuali prescrizioni. La nuova infrastruttura si svilupperà nei territori di San Vincenzo e Campiglia Marittima.
Il tracciato ha origine dal metanodotto esistente in corrispondenza dello svincolo della Variante Aurelia.

Da lì la condotta, stando al progetto che ha ottenuto l’autorizzazione degli uffici della Regione Toscana, si dirige verso est aggirando inizialmente un piccolo complesso artigianale, per correre in parallelo alla linea dell’elettrodotto fino all’attraversamento della strada provinciale 20, per poi proseguire in parallelo alla viabilità fino a raggiungere il sito Unicalce. Vagliati anche tutti i diversi, possibili tracciati alternativi alla fine ha prevalso il percorso individuato da Snam. «I terreni interessati sia dalla posa della variante che dal recupero della linea in dismissione sono prettamente agricoli – hanno precisato dagli uffici Snam –. A conclusione dei lavori Snam realizzerà, come da prassi, ripristini morfologici e vegetazionali sul territorio, per riportarlo alle condizioni originarie».

«Relativamente alle specie arbustive e arboree – si sottolinea dagli uffici Snam–, queste misure prevedono anche le cure colturali per un periodo di cinque anni». L’iter per l’intervento ha previsto la presentazione alla Regione Toscana della domanda di autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio delle infrastrutture energetiche, ai sensi della legge regionale 39 del 2005, nella quale sono confluite anche le procedure relative al vincolo paesaggistico e idrogeologico, valutazione d’incidenza, aspetti forestali, archeologici e del Piano assetto idrogeologico. All’autorizzazione rilasciata dalla Regione si lega anche il vincolo di esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità dei terreni attraversati, creando una fascia di rispetto di 12 metri per parte rispetto alla conduttura.
Di fatto, lascia inalterate le possibilità di sfruttamento agricolo ma limita la possibilità edificatoria.

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