Sicurezza
Green pass, regole e distanze Così torneremo a sposarci
Dal 15 giugno via libera anche alle cerimonie al chiuso ma con norme ferree Il settore del wedding è in fermento: «Dopo una lunga attesa siamo pronti»
Sara Chiarei
PIOMBINO. Se dati Istat alla mano, già il 2019, aveva fatto registrare una diminuzione dei matrimoni (-6 per cento sulle prime nozze), la pandemia ha sicuramente prodotto un vero e proprio crollo causato da lockdown e restrizioni spesso poco compatibili con quello che dovrebbe essere il giorno più bello.
Il Comune di Piombino, intanto, ha approvato un atto, in data 11 novembre, per consentire alle coppie che lo desiderano di potersi sposare con rito civile in location private. «Un’alternativa alla sala consiliare e al Castello – ci riferisce il vicesindaco Giuliano Parodi – che offre la possibilità ai privati che ne avanzino richiesta di celebrare le nozze presso la loro struttura, previa autorizzazione tecnica comunale».
Ad oggi sono quattro le strutture per le quali è stata avviata la fase di perfezionamento degli atti: il Castello di Populonia, l’agriturismo Santa Trice di Riotorto e due stabilimenti balneari della cosata Est. «Credo molto nell’iniziativa “Sposarsi fuori dal comune” - continua Parodi- perché il wedding si impone sempre più come veicolo di promozione turistica territoriale, specie quella rivolta all’estero dove la richiesta è particolarmente importante». A Suvereto lo stesso Parodi durante la sua amministrazione aveva iniziato tale percorso, tanto che già da qualche tempo è possibile sposarsi dentro le cantine. L’ultimo decreto ha regolamentato anche questo settore individuando il 15 giugno, nelle zone gialle, come la data della ripartenza. Sarà infatti nuovamente possibile festeggiare matrimoni, lauree e battesimi con invitati e banchetto allestibile sia all’aperto che al chiuso, ma in quest’ultimo caso solo tramite esposizione di green pass da parte dei partecipanti. Tradotto significa che, se invitati, dovremmo provvedere a farci rilasciare un certificato in cui si dichiari o l’avvenuta guarigione da Covid, o la negatività del tampone effettuato entro 48 ore dall’evento o ancora di aver ricevuto il vaccino. Se si tratta di prima dose è valido dopo 15 giorni dall’inoculazione.
Inoltre era prevista la figura del Covid Manager che avrebbe dovuto seguire i dettagli del ricevimento fino alla conservazione, per i 14 giorni successivi alla data, delle green pass di tutti i presenti, ma in queste ore il governo ha deciso di non renderlo obbligatorio.
Tutto ciò può creare qualche disagio in fase organizzativa sia alle coppie che ai locali. «La nostra clientela, principalmente straniera, si è adeguata tutto sommato bene alle restrizioni - ci riferisce Regina Puliti, manager eventi di Villa Mussio - seguiamo le direttive in materia e inoltre abbiamo nostre procedure operative sperimentate in eventi di prestigio tra agosto e settembre 2020. Il nostro obiettivo è salvaguardare la salute dei clienti facendoli divertire». Ma per arrivare al fatidico sì niente può essere lasciato al caso, è per questo che esistono figure come quella del wedding planner. «Questo è stato un lungo periodo di attesa - dice Sara Pietrelli, wedding planner - immagino che più andremo avanti, meno limitazioni ci saranno per gli sposi. Del resto il mio lavoro richiede una pianificazione di mesi trattandosi comunque di eventi. Posso dire però che nel settore c’è molto fermento e voglia di ripartire a 360°». Sentore confermato da Rita Gamberoni di Bomboniere Today: «Sarà una ripartenza positiva - dice - è vero che la maggior parte delle coppie ha optato per rimandare a settembre/ottobre, ma qualcosa si muoverà già da metà giugno ed infatti iniziano ad intensificarsi le richieste».
Inutile dire che se il desiderio di viaggiare è comune a chiunque per i futuri sposini è parte integrante del pacchetto nozze. «C’è molta richiesta per le crociere – ci dicono Anna Maria Virgili e Lorna Lattuada di Etruriatur - che, sebbene con flotte ridotte, sono ufficialmente ripartite. Alcuni optano per sposare ora e rimandare il vero viaggio di qualche mese. Chi intende partire subito sceglie la crociera o l’Italia, soprattutto Sicilia e Sardegna».
«Le persone sono stressate e non si lavora bene a suon di continui rinvii - ci racconta la fiorista Daniela Pighetti - il vero problema per questo settore potrebbe arrivare a settembre, quando aumenterà la richiesta. Durante la pandemia sono moltissimi i produttori falliti, abbiamo difficoltà a reperire il materiale e probabilmente la maggiore richiesta farà aumentare i prezzi».
L’auspicio è di una rapida ripresa. Di certo, il profumo di fiori d’arancio non è mai stato così dolce-amaro. —
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