Sicurezza
MA NON SARANNO I CITTADINI A PAGARE
Non abbiamo cercato il fallimento della società Rimateria ma una cosa è certa: non saranno né i cittadini né i Comuni del territorio a pagare di tasca propria. E non per partito preso ma perché lo dice la legge.
Da oggi governeremo la situazione: lo faremo insieme alla Regione Toscana, stimolando il futuro curatore fallimentare affinché gestisca il sito, si preoccupi immediatamente della raccolta del percolato e della caaptazione del biogas.
Arriverà poi il giorno in cui la Regione eserciterà il potere sostitutivo e prenderà il posto del curatore per eseguire la messa in sicurezza permanente, con la copertura definitiva, la regimazione delle acque e tutte quelle attività che porteranno a chiudere definitivamente la discarica.
Questo adesso è il nostro obiettivo.
E nel far questo voglio ribadire un dato oggettivo e tranquillizzare i miei concittadini: non ci saranno conseguenze economiche negative, come qualcuno vorrebbe far credere.
Non è necessario scomodare commercialisti o avvocati per capire che la società Rimateria è una Società per azioni e, come tale, risponde con il proprio patrimonio e non con quello dei propri soci.
Qualcuno potrebbe obiettare che dal fallimento di Rimateria ne conseguirebbe anche quello di Asiu, già in liquidazione, che per fallire aspettava solo di sapere se poteva incassare o meno ulteriori somme dai soci privati (condizione contrattuale legata all’allora paventato raddoppio dei volumi di discarica).
Ebbene sì, anche Asiu fallirà (era scontato già da anni, da quando cioè entrò in liquidazione) ma anche in questo caso i Comuni soci non risponderanno direttamente con i propri patrimoni.
Non può spaventare neppure la causa promossa più di un anno fa da Navarra, al pari di altre ipotetiche, con cui il privato chiede 24 milioni di euro al Comune di Piombino e ad Asiu.
Oggi più che mai, atteso che il fallimento è arrivato perché la Regione Toscana non ha concesso ulteriori spazi in discarica a causa delle irregolarità nella gestione del sito e non perché il Comune ha approvato la variante urbanistica con cui ha cambiato la destinazione di quei terreni oppure, più genericamente, perché non ha più sposato politicamente il progetto di raddoppio della discarica.
Gli sforzi che adesso dobbiamo fare sono indirizzati a dare tutela ai lavoratori e a gestire quel sito, assicurando così alla città intera che lì dove qualcuno aveva ipotizzato una maxi discarica per rifiuti speciali provenienti da fuori non verrà più portato un metro cubo di rifiuti.
Questa fu la decisione che i cittadini presero due anni fa, scegliendo di contrastare un progetto che avrebbe fatto di Piombino un polo dei rifiuti e gli avrebbe impedito di guardare avanti e di disegnare un futuro migliore. —
*Sindaco di Piombino
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