Il dolore
«Finalmente la strada riapre ma c’è voluto troppo tempo»
Domani la provinciale a Campo Lo Feno torna percorribile a senso unico alternato Un sospiro di sollievo per i residenti, che raccontano i disagi vissuti con la chiusura
Stefano Bramanti
marciana. «Finalmente non dovrò più fare quasi 100 chilometri al giorno per andare a lavorare». È riassumibile così lo stato d’animo di molti abitanti del Marcianese che da domani, come deciso dalla Provincia, potranno di nuovo transitare sulla provinciale 25 di Campo Lo Feno dopo sei mesi. Tanto è passato da quando la strada è stata chiusa a causa di una frana. Presto centinaia di persone potranno dunque riscoprire la comodità di usare mezzi pubblici e privati nell’anello occidentale dell’isola. Ma non sarà circolazione libera: un semaforo creerà il passaggio a senso unico alternato, dalle 6 del mattino alle 23. La strada rimarrà quindi chiusa di notte, quando potranno passare solo i mezzi di soccorso e in caso di condizioni meteo particolarmente avverse. Alla riapertura si è arrivati anche grazie all’azione della ditta Nanni Elba che ha steso, utilizzando un elicottero, metri quadri di rete metallica per abbracciare e contenere la parte rocciosa pericolante del Capanne, sopra Campo Lo Feno. «Abito a Pomonte dal settembre scorso - dice Michela Pellegrini, psicologa e docente del Foresi - È stato arduo raggiungere Marciana da Pomonte (circa 40 chilometri, ndr) dovendo passare da Procchio. E colpisce che si possa tornare a circolare solo dopo oltre sei mesi». Anche Giorgio Piacentini dell’albergo Aurora di Chiessi si è trovato molto in difficoltà dopo la chiusura della strada. «Pandemia e mancanza di circolazione hanno creato il top del disagio - dice - E i turisti sono meravigliati del fatto che i problemi creati da una frana del 15 novembre non siano stati ancora risolti». Però adesso un po’ di sollievo c’è. «Da lunedì (domani ndr) si riparte col senso unico alternato. Meglio che niente. Ho partecipato al comitato di protesta e credo che siamo riusciti a farci sentire. Sappiamo che dalla Regione non è stato deliberato lo stato di calamità. Dunque i lavori per il contenimento della frana non sono stati considerati urgenti e sono passati mesi prima di ottenere la riapertura al traffico». Un altro operatore turistico della zona è Giorgio Galeazzi dell’Ogliera di Pomonte. «Paradossalmente la pandemia un po’ ci ha salvati da questa situazione – afferma – Con il Covid abbiamo aperto più tardi e in questo senso il danno è stato minore, però i disagi esistenziali sono stati grandi. In Regione non hanno capito che avevamo bisogno della massima urgenza nei lavori. Perché abbiamo vissuto nel disagio, costretti a spostamenti di decine e decine di chilometri. Si impari la lezione e nel futuro si agisca col buon senso e secondo le necessità della popolazione».
Insomma, i disagi sono stati tanti. «È capitato che alcuni clienti del nostro ristornante, per esempio, non abbiano visto le segnalazioni di anello occidentale interrotto e siano arrivati fino alle barriere di Campo Lo Feno, per poi dover tornare indietro - dice Vincenzo Anselmi dell’hotel Belmare di Patresi - Tutti si chiedono come sia stato possibile spendere sei mesi per ottenere la nuova viabilità. E ancora non esiste la massima sicurezza, che si avrà solo in estate con la realizzazione della rete paramassi alta sette metri». Tra coloro che hanno risentito della situazione e che col senso alternato sperano di poter tirare un sospiro di sollievo, c’è Pierluigi Costa, il noto messaggero del mare. Costa segnala che un suo parente, abitante a Chiessi, ha dovuto raggiungere passando dal paese di Procchio e le altre località, percorrendo oltre 40 chilometri, per andare ad aiutare una zia anziana malata a La Zanca. E altrettanti chilometri, ogni giorno feriale, li ha percorsi anche Jonathan Gambini. «Io abito a sant’Andrea, nel Marcianese e ogni giorno per sei mesi ho dovuto raggiungere la ditta edile per la quale lavoro a Pomonte, con un lungo percorso di quasi 100 chilometri. Senza contare la fatica nel guidare, l’usura dell’auto e le 100 euro spese ogni mese tra benzina e olio. Meno male che da lunedì (domani ndr) si cambia musica». Perché domani residenti e commercianti potranno tornare ad attraversare l’anello occidentale passando da Campo Lo Feno. Per adesso a senso unico alternato, in attesa dei lavori definitivi di messa in sicurezza che dovrebbero iniziare non oltre i primi giorni di luglio. «C’è voluto troppo tempo - dicono i cittadini - Ma finalmente, dopo esserci fatti sentire, potremo tornare a circolare». —
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