Il Tirreno

Monteverdi 

Nell’anno nero del Covid il turismo locale perde meno rispetto alla media

g.p.

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Monteverdi. «Abbiamo perso meno rispetto al mercato toscano». È quanto osserva Carlo Quaglierini, assessore al turismo, scorrendo le statistiche del turismo 2020 in Toscana da poco pubblicate. Si riparte da questi numeri per affrontare la nuova stagione turistica con la speranza di cancellare definitivamente gli esiti di quella precedente, «un anno che ricorderemo tutti al pari dell’11 settembre 2001», è la sottolineatura dell’assessore.

Nel 2020 sono stati 2.938 gli arrivi, 10.539 le presenze, durata media del soggiorno 3,58. Il confronto con il 2019 (arrivi 5.008, presenze 14.893, durata media 2,92) conferma un crollo del turismo nell’anno orribilis 2020, ma se riferito ai valori assoluti della Toscana (48.000.000 presenze nel 2019 e 22.008.996 nel 2020) più contenuto, appunto. Va precisato che le statistiche si riferiscono esclusivamente alle strutture ricettive ufficiali e non tengono conto del “sommerso”: secondo uno studio 2018 della Confesercenti, presentato in occasione di un convegno organizzato dal Tirreno, a fronte di 15 strutture ricettive ufficiali, a Monteverdi sarebbero attive 87 attività non registrate (soprattutto seconde case date in affitto), ma ben funzionanti e con una clientela abbastanza stabile. Le prospettive per la nuova stagione? «Solo la costa degli Etruschi ha alle spalle la geotermia, e solo la geotermia ha all’orizzonte una delle più belle coste d’Italia», è l’incipit di un discorso che Carlo Quaglierini va facendo negli incontri con gli operatori turistici e gli imprenditori del settore, la premessa di un lavoro che l’amministratore comunale puntualizza così: «Per dove ci troviamo localizzati, per le nostre caratteristiche di offerta, Monteverdi deve presentarsi come quella porta di congiunzione tra mare e città d’arte, il tutto in un contesta green. Il Dna geotermico deve essere un valore esportato verso la costa che vede i flussi di presenze raggiungere e superare il milione all’anno nelle località vicine a noi…non ritengo possibile cambiare il tipo di offerta, no al turismo mordi e fuggi con offerte lampo». Nel “manifesto” dell’assessore Quaglierini il turismo lento sale ai primi posti dell’offerta con le prospettive stimolanti dei vari “cammini” che dall’interno arrivano sulla costa, ma in vista della stagione 2021 c’è anche la nuova sentieristica, tracciata dall’Unione montana con il recupero di vecchi percorsi, subito fruibile grazie ai segnavia bianco-rossi affissi in abbondanza, dove servono, e alle mappe di imminente presentazione ufficiale.

Nel disegno strategico un obbiettivo particolare è il recupero di aree agricole abbandonate «con importanti effetti sul panorama e sulla sicurezza idrogeologica» e Quaglierini cita esperienze di successo, fatte altrove. «Per quanto riguarda il cibo – prosegue l’assessore – abbiamo tanto da offrire, ma il mio desiderio è un’iniziativa adeguatamente pubblicizzata di coinvolgimento di tutti i ristoratori, che in un periodo dell’anno offrano due piatti tipici monteverdini ad un prezzo concordato». Intanto le associazioni si sono messe in movimento per l’organizzazione delle tradizionali sagre estive, nel rispetto ovviamente delle norme di prudenza anti-Covid. In comune sono state segnalate le prime iniziative: esordirà la Pro Loco il 17-18 luglio con “Non solo funghi”, poi il 14-15 agosto la sagra della pappardella. —

g.p.



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