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Esplode la rabbia dei sindacati «I lavoratori sono stati traditi»
Futuro in bilico per 43 lavoratori «Hanno lottato per difendere il territorio di Piombino, senza di loro rimarrà aperta una grave ferita ambientale»
PIOMBINO. Rabbia, frustrazione. E tanta preoccupazione per il futuro, visto l’esito dell’assemblea dei soci nel corso del quale si è concretizzato lo spettro della richiesta di autofallimento di Rimateria. Uno scenario che compromette il futuro per 43 lavoratori in forza all’azienda. Ieri, i responsabili dei sindacati, hanno seguito l’assemblea dei soci e si sono sentiti traditi quando, nonostante, le ultime aperture della Regione, hanno deciso di fare un passo indietro. «Per i lavoratori si apre uno scenario di grande incertezza – raccontano davanti alla discarica Giovanni Golino (Cgil), Mauro Marini (Cgil), Massimo Marino (Uil) e Andrea Rossi (Fiadel) – perché l’azienda con questa decisione si mette nelle mani di un curatore fallimentare, che potrebbe essere con ogni probabilità il commissario giudiziale in carica, ovvero la dottoressa Ozia». Sarà dunque il curatore fallimentare a decidere se sarà fermata l’attività lavorativa dell’azienda, o se continuare ad operare se vi sono degli spazi in discarica da poter utilizzare. Quel che è certo è che ad oggi non è stato dato alcun tipo di garanzia agli addetti dell’azienda». I sindacati si sentono traditi, dopo i passi avanti degli ultimi giorni registrati grazie all’attività sindacale e alla rinnovata disponibilità della Regione. «Questo è un territorio che ci ha insegnato che è complicato fare le bonifiche anche quando hai i soldi pronti e disponibili – raccontano i sindacalisti – abbiamo sentito per anni dire che c’erano i soldi per Città Futura, per Poggio ai Venti. La verità è che con i soldi in mano non si è fatto niente per bonificare il territorio. Questa grande verità si sposa con la follia di chi ha tifato per questo fallimento e che si porterà dietro un ennesimo ecomostro da bonificare. Perché se si fermano i lavoratori di Rimateria, resterà aperta una ferita ambientale. Da quando i lavoratori di Rimateria, nel 2019, hanno preso in carico la gestione dell’ex discarica Lucchini hanno messo in sicurezza 3mila tonnellate di percolato annue e hanno garantito che non andassero in falda. Hanno protetto i lavoratori di Piombino. A questo si aggiungono gli interventi di messa in sicurezza portati avanti nelle discariche».
Lunedì i sindacati organizzeranno un presidio Insomma, oltre al dramma occupazionale, il fallimento apre uno scenario gravissimo dal punto di vista ambientale. «Come lavoratori ci sentiamo traditi, abbiamo fatto di tutto. Altri interlocutori non hanno fatto il massimo. Questa non è una battaglia solo per difendere 43 posti di lavoro, noi lottiamo per difendere il territorio di Piombino», concludono i rappresentanti dei lavoratori mentre, in azienda, il cda è riunito per ufficializzare la richiesta di autofallimento. —
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