Il dolore
Bruciare le sterpaglie quando e dove è vietato
portoferraio. Vietato bruciare le sterpaglie nel perimetro del Parco nazionale. Sempre. Al di fuori è permesso, salvo nel periodo compreso tra il primo e il 31 agosto, quello considerato maggiormente a rischio incendi. A fare il punto sono i carabinieri forestali, che dicono di ricevere molte richieste di informazioni circa la possibilità di bruciare residui di potatura o di sfalcio. «Nel caso in cui il cittadino voglia bruciare residui vegetali in aree poste fuori dal perimetro del Parco e in assenza di stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi - scrivono i carabinieri in una nota - questo può essere fatto solo qualora gli sfalci provengano da attività agricolo-forestali e mai da attività di giardinaggio. E il fuoco può essere acceso solo entro 250 metri dal luogo di produzione, in piccoli cumuli non superiori a tre metri cubi per ettaro al giorno. Deve essere utilizzato uno spazio isolato da materiale infiammabile e il fuoco deve essere tenuto sotto osservazione fino a completo spegnimento. Infine non deve esserci vento e la colonna di fumo deve essere verticale». I carabinieri forestali aggiungono che «le potature da giardino possono essere gettate al centro di raccolta comunale di Esa». Viene poi ricordato che può trasportare sfalci per conto terzi sono chi è «iscritto all’albo dei gestori ambientali e deve avere il formulario di identificazione rifiuti. In caso contrario la normativa sui rifiuti prevede sanzioni. Stiamo parlando dei giardinieri professionali che eseguono la potatura di alberi, la raccolta di foglie e sfalci e ogni attività connessa al giardinaggio ed alla manutenzione delle aree verdi private». —
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