Sicurezza
«Tornare in piscina a giugno? La scelta è arrivata tardi»
PIOMBINO. Dopo il via libera per il 15 maggio alle piscine all’aperto, è arrivata una data anche per quelle al chiuso: il 1° luglio.
Distanziamento di sette metri quadrati, ingressi contingentati in spogliatoi e docce, asciugacapelli personale e distanziamento di almeno un metro fra i clienti e obbligo di mascherina all’interno dello spogliatoio. «Sto contattando tutte le mie conoscenze per cercare di avere dei colloqui con qualche organo dell’attuale governo – le parole di Massimo Giuliani della direzione tecnica della Olimpic Nuoto, gestore della piscina comunale di Piombino – Governo che ha il dovere di inquadrare un problema su più fronti. Intanto la frittata è fatta. Sia che si riapra a luglio, come a metà giugno. In estate, soprattutto in una località sul mare, la gente non va in una piscina coperta. Poi c’è la questione scientifica, che non ha alcun risconto. Ultimamente si è detto di voler limitare il movimento. Forse andare in piscina determina maggiore movimento rispetto a uscire la sera per mangiare o bere qualcosa nei locali? Insomma, non c’è una motivazione scientifica. In piscina c’è il cloro, superfici amplissime. Nella nostra abbiamo un tetto alto 15 metri e un piano vasca sui 600 metri quadrati, oltre a una ventilazione eventualmente impostata sul non ricircolo, e disinfezione costante. Esistono studi, usciti già a marzo 2020, dove si dice che in piscina il virus muore. Far ripartire una piscina coperta in estate è come concedere a uno stabilimento balneare di aprire a gennaio. Poi c’è il problema finanziario. Va previsto un affiancamento economico controllato fino al 31 dicembre 2021. Molti impianti sono pubblici e gestiti da società, cooperative e simili. È bene sapere che, in caso di impossibilità da parte del gestore nel sostenere la situazione, la faccenda non si limita alla riconsegna delle chiavi. E parliamo di un eventuale stallo risolvibile in mesi se non anni. Con i cittadini impossibilitati a fare sport. Poi ci sono i lavoratori sportivi, centinaio di migliaia di persone che non hanno nulla da mesi e rischiano di finire sulla strada, e impianti tecnologicamente avanzati e costosi. Va fatta una norma che sospenda il pagamento di affitto e quant’altro sino a fine anno. Stessa cosa per le piscine private».
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