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«Nuovo pronto soccorso, ma le carenze d’organico restano quelle di sempre»

«Nuovo pronto soccorso, ma le carenze d’organico restano quelle di sempre»

Il sindacato autonomo Fials chiede l’intervento di Zini e un incontro urgente alla Asl «Gravi problemi di personale anche nell’assistenza domiciliare»

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PORTOFERRAIO. Un intervento immediato del sindaco di Portoferraio Angelo Zini, nel suo ruolo di presidente della conferenza dei sindaci e un incontro urgente all’Asl Toscana Nord Ovest, l’unico modo per evitare la proclamazione dello stato di agitazione. È quanto chiede il sindacato autonomo Fials, per voce del segretario provinciale Massimo Ferrucci, che interviene sulla questione delle carenze di organico nell’ospedale di Portoferraio. «Alle realizzazioni del nuovo pronto soccorso e della nuova camera iperbarica non sono seguiti i necessari adeguamenti organizzativi e di personale – attacca Ferrucci – il personale spostato da una unità operativa all’altra sono le oggettive dimostrazioni di diffuse carenze. Probabilmente per risparmiare sul numero degli operatori la Usl sta perseguendo l’obiettivo della programmazione 2018 / 2019 che prevede un'unica area di degenza per intensità di cura accorpando medicina e chirurgia». Ferrucci dichiara di aver assistito alla chiusura dell’ospedale di comunità con lo spostamento di parte degli operatori in altre unità operative «ma niente sappiamo sulla sua riapertura – dice – il “racconto” del “grande” aumento dei personale nell’ospedale di Portoferraio stride con le attuali mancate coperture dell’organico in ospedale e nelle strutture territoriali».

Il sindacato autonomo fa notare come in alcune occasioni sia capitato «di sostituire lavoratori a tempo indeterminato con lavoratori interinali – aggiunge Ferrucci – il Fials ritiene indispensabile dare stabilità agli organici della zona elbana e le soluzioni adottate non sono all’altezza delle necessità. Gli operatori del pronto soccorso trasferiti non sono serviti alla riapertura dell’ospedale di comunità; per la riattivazione della unità operativa, infatti, saranno necessari almeno sei infermieri e 5oss. in pianta stabile senza collocazioni provvisorie. L’ospedale di Portoferraio e più in generale la zona elbana soffre per le difficoltà di reclutamento del personale e tale problema, se non ci saranno soluzioni rapide, rischia di aggravarsi nel periodo estivo per la fruizione delle ferie del personale e anche per la riduzione di quattro unità infermieristiche per l’affidamento delle funzioni esclusive di coordinamento».

Filas insiste sul pronto soccorso. «È noto a tutti che con l’ampliamento della struttura e con l’aumento degli spazi sono state create varie aree di attività che comportano l’impiego di personale dedicato – aggiunge Ferrucci – Occorre evidenziare ad esempio la presenza di due medicherie una di quattro posti letto e una di due posti letto, un’area Covid, un’area Obi, un triage ed un’area di accoglienza che impongono la presenza degli infermieri e degli oss; la variabilità della loro occupazione, la tipologia degli utenti non può essere espressa in termini soltanto quantitativi ma esige una risposta assistenziale adeguata in rapporto alle reali necessità, alle patologie e alle possibili evoluzioni che possono determinarsi. Analogamente ci risultano vistose carenze di personale infermieristico nel settore dell’assistenza domiciliare di oltre sei unità infermieristiche, inaccettabili in considerazione del fatto che tutta la vigente legislazione nazionale, per come è stato evidenziato nell’era Covid, dispone nel senso di un rafforzamento di tali servizi». —

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