Gioco
Allevamento di suini a Suvereto, coro di no. A dividersi resta solo la politica
Spaventa l’ipotesi di riattivare l’azienda chiusa da decenni in località Barbiconi. Uniamo Suvereto e Pd chiedono più trasparenza a sindaca e maggioranza
SUVERETO. Il fronte è comune. Tutti concordi ad alzare un muro per impedire che possa riprendere vita l’ex allevamento di suini in località Barbiconi. I riflettori sull’azienda, che è chiusa da decenni, si sono accesi con il cambio di proprietà. Capannoni e terreni sono stati acquistati dall’impresa mantovana Carmo Srl, specializzata proprio nell’allevamento di suini. Il guaio è che dietro a quel muro di “no” le forze politiche continuano a marcare le differenze e fare scintille. C’è il no della maggioranza Assemblea popolare. E quello dell’opposizione Uniamo Suvereto. Anche il locale circolo Pd è apertamente contrario. A dividere quindi sarebbe una questione di metodo.
«Sconcerto e preoccupazione». Li esprime il presidente di Uniamo Suvereto Marco Doni per il «metodo adottato dalla sindaca Jessica Pasquini e da Assemblea popolare nel condurre la vicenda di un possibile allevamento intensivo di suini in località Barbiconi senza che, in primis la sindaca e la giunta, informino le parti politiche in consiglio comunale. Ad oggi non si ha notizia degli atti esistenti e presentati nella sede istituzionale e dei contatti intercorsi con l’amministrazione per tale progetto». Che aggiunge: «Nel nostro territorio a svolgere un ruolo centrale dell’economia è l’agricoltura con le sue produzioni di qualità che, affermandosi nei settori del turismo e vitivinicolo, sta coronando sogni di lungo impegno che oggi producono una ricchezza da salvaguardare, consolidare e promuovere. E proprio a loro è dovuta attenzione con la capacità per primi di tenere chiara ed alta la voce nell’affermare il valore e le ricchezze del proprio territorio per come è stato consegnato e nel tenere unita tutta una comunità».
Il circolo Pd vuole vederci chiaro. «Sarà nostra cura approfondire la conoscenza, anche documentale, del paventato progetto della cosiddetta “porcilaia” una volta assunti tutti i dovuti ragguagli presso l’amministrazione comunale, la quale, ad oggi, non ha riferito precise notizie al riguardo». Ed è questo il dato su cui puntano il dito. «Ciò fa nascere il dubbio che la giunta stessa o il gruppo consiliare di Assemblea popolare siano in possesso di informazioni “riservate” senza che siano state condivise con la cittadinanza, oppure che siano intercorsi con i proprietari dell’area contatti rimasti del tutto sconosciuti. Rimaniamo in attesa delle risposte approfondite che l’amministrazione darà anche al nostro gruppo di consiglieri di Uniamo Suvereto sulla questione». Che conclude: «Siamo costretti a stimolare l’Amministrazione ed anche Assemblea popolare a creare dei percorsi di informazione attiva dei cittadini di quanto di concreto hanno in loro possesso e di abbandonare quindi la mancanza di trasparenza e di partecipazione attiva oppure, in caso contrario, di non alimentare paure e divisioni su temi così importanti».
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