Il Tirreno

la decisione del governo 

Si allenta la morsa del coprifuoco: «Bel passo avanti verso la normalità»

Francesca Lenzi
Si allenta la morsa del coprifuoco: «Bel passo avanti verso la normalità»

Piombino, i bar e i ristoranti possono restare aperti fino alle 23. E dal 21 giugno via le restrizioni: «Luce in fondo al tunnel»

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PIOMBINO. Si vede pian piano la luce in fondo al tunnel. Il decreto firmato lunedì scorso invita alla speranza, con una serie di date per le riaperture e allentamenti di vario genere. Intanto il coprifuoco: in zona gialla da oggi si sposta dalle 22 alle 23, con altri due step previsti per giugno; dal 7 verrà allungato a mezzanotte, mentre dal 21 sarà abolito in toto.

Tornano poi a respirare anche bar e ristoranti dove, dal 1° giugno, si potrà consumare al banco e mangiare all’interno dei locali anche a cena. Restano il limite di quattro persone al tavolo se non conviventi, e il distanziamento di un metro. «È un bel passo in avanti e un ritorno un po’ alla normalità – afferma Linda Camelli del Liz Bar – anche perché è sempre più complicato riuscire a gestire le persone. A questo giro, in zona gialla, la gente ha tanta voglia di uscire, di stare fuori, e magari si accalca. A volte non capisce e mette in difficoltà anche noi. Servono ottomila occhi. Con questi nuovi provvedimenti potremo lavorare in modo più sereno. E poi speriamo nel bel tempo. Maggio non è iniziato benissimo, fra pioggia e vento e, con il lavoro solo all’esterno, non è semplice».

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«Me lo immaginavo che non avrebbero spostato il coprifuoco subito a mezzanotte – dice Franco Bellatalla del Big Ben – Già alle 23, comunque, è una buona cosa. Possiamo almeno fare le cose con calma. Finora era diventato uno stress uscire fuori a mangiare o a bere qualcosa. Meno male, dai. Sono contento anche per i ristoranti. Nell’ultimo fine settimana abbiamo lavorato, anche con un tempo non bellissimo. La gente ha voglia di uscire. E noi non piangiamoci sempre addosso, e cerchiamo piuttosto di fare le cose a modino per uscire da questa situazione. Mi ha fatto piacere anche vedere i tavolini fuori dal Garibaldi Innamorato. Bellini da morire, sembra di essere in costiera amalfitana».

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«Le nuove misure del governo? Beh, si sono accorti che, facendoci lavorare solo fuori, c’era il rischio di creare assembramento – le parole di Massimo “Maso” Giorgi della Pizzeria Tonino – È meglio distribuire i clienti su una superficie più ampia, è chiaro. Il coprifuoco? Un contentino, ma tanto la gente non si accontenta mai. È tipico dell’essere umano. Fra due giorni si litigherà per arrivare a mezzanotte, e poi per l’abolizione completa. D’altra parte capisco anche chi ci governa e che ha continue pressioni da parte di tutte le categorie. Questo decreto, almeno, è un inizio».

«Sì, un po’ di luce la vediamo – parla Sandro Cioni, delle osterie Al Bucogiusto e Al Buco del ghiotto – Siamo abbastanza soddisfatti, anche perché per come si è lavorato finora, era quasi deleterio. Solo con i tavoli all’esterno, dovendo stare sempre attenti al tempo… e poi lavorare solo fuori per i miei locali è una cosa allucinante. Soprattutto per l’osteria Al Bucogiusto. Questo è un passo avanti che fa bene, sperando che i numeri dei contagi restino bassi».

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«Ci riaprono dentro? Arriverà un sole che spacca le pietre – scherza, ma non troppo, Carlo Muti dell’Osteria in via Ferruccio – Oltre al coprifuoco, è il tempo a doverci dare la mano decisiva. È inutile aumentare di un’ora se poi fa freddo o piove. La gente così non viene a mangiare o mangia male. Il cliente fedele viene anche, e mangia col cappotto o la giacca, ma per quanto? Io poi lavoro in una stradina dove c’è sempre vento. Che dire, quindi? Ben venga l’estensione del coprifuoco, ma aspettiamo anche la bella stagione. Mi auguro che dal 1° giugno si possa davvero voltare pagina. E che da lì a dieci giorni, si cominci a fare sul serio. Ora c’è solo da tirarsi su le maniche e lavorare. L’idea generale è questa, anche per uscire dallo sconforto, che al momento è presente». —

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