Italia
Operai sfiancati dalla vertenza «Non se ne può più, il governo decida»
Morale basso e poca fiducia tra i lavoratori della fabbrica «In tutti questi anni abbiamo sentito tante parole ma nessun fatto concreto»
PIOMBINO. Di iniziative di questo tipo gli operai dell’ex Lucchini, oggi Jsw Steel, ne hanno viste parecchie. E, anno dopo anno, si sono sentiti sempre più soli. Sempre più senza lavoro, con il futuro sempre più in bilico. Per questo tanti lavoratori che, davanti al municipio, hanno ascoltato gli interventi dei sindacati, del sindaco Francesco Ferrari e del consigliere regionale Gianni Anselmi, guardano con legittimo sospetto il tavolo appena riaperto dal ministero. Una trattativa che, nei prossimi giorni, dovrebbe decidere una volta per tutte il destino della fabbrica e dei suoi lavoratori, alcuni dei quali sono in cassa integrazione dal 2014, quando venne spento l’altoforno.
«Non è semplice, ma sto cercando di vivere questa fase con speranza – racconta Alessandro Omeghetti, operaio Jsw – Con la speranza di poter andare avanti, di poter avere un futuro per noi e per i nostri figli. Se si perde la fiducia si perde tutto. Invece dobbiamo cercare di mantenere la fiducia e di guardare avanti». Non tutti, però, riescono a vedere il bicchiere mezzo pieno, dopo tanti anni di manifestazioni e appelli senza risposta.
«Cosa mi aspetto? Mi aspetto che quello che hanno detto sul palco possa succedere davvero», spiega Luca Moriconi. Lui lavora dal 2008 ai camion per il carico e scarico al magazzino del Tve. «Per il momento abbiamo sentito tante parole, a partire dal sindaco, fino alla Regione – commenta a pochi metri dal palco – Attivamente invece si è fatto poco. Lavoro in questo stabilimento dal 2008, ho famiglia e un mutuo a carico. Lavoro al magazzino del Tve, dovremmo ripartire a breve ma non ci sono certezze. Finora si fa una o due giornate di lavoro alla settimana. Troppo poco. Così è difficile andare avanti e pagare le spese per me e la mia famiglia».
Lo Stato è il grande assente, almeno per il momento, secondo l’opinione diffusa dei lavoratori. L’attesa per l’ingresso statale nel capitale di Jsw è vissuto con grande attesa. «Noi ci aspettiamo un governo serio che intervenga finalmente sulla questione di Piombino – spiega Thomas Lorenzelli – perché qui abbiamo sentito in questi anni troppe chiacchiere. Le abbiamo sentite anche questa mattina. Molte le promesse. Noi siamo sempre qui che aspettiamo, nel frattempo a settembre finisce la cassa integrazione per Piombino Logistics e a gennaio finisce la cassa anche per la Jsw. Io sono in cassa dal 2014, da quando fu spento l’altoforno per volontà politica. Vivo da solo, però se finisce tutto finisco in mezzo a una strada. Se ho fiducia? Poca, questo governo parla e fa pochi fatti».
La vertenza è stata lunga, sfiancante. «Sto vivendo male in questi giorni – racconta Dario Campanella – Il tavolo? Mi aspetto che si concluda questa vertenza perché veramente non se ne può più. Io l’ho vissuta tutta, è dal 1996 che sono dentro. Ora basta. Non lavoro da dicembre, prima avevo avuto la fortuna di rientrare a lavorare per un treno di laminazione che però adesso è fermo. Rispetto ad altri mi sento un pochino più fortunato». —
Lu.Ce.
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