Italia
Maxi elettrodotto, c’è l’autorizzazione: collegherà Portoferraio alla terraferma
Sarà lungo 37 chilometri e correrà sott’acqua. Terna: «Raddoppierà la connessione tra sistema elettrico e rete dell’isola»
PORTOFERRAIO. L’obiettivo principe del nuovo maxi elettrodotto sottomarino è quello di eliminare le difficoltà nell’approvvigionamento energetico dell’isola. Cosicché, per dire, non si verifichi più un black out simile a quello del 2019, quando tutta l’Elba sprofondò nel buio dopo che una ruspa tranciò un cavo lato Piombino. Terna ha incassato l’ok dal ministero della transizione ecologica per l’opera. C’è il decreto autorizzativo. Dunque adesso i lavori possono partire.
Ma quando non è chiaro. Terna dice, attraverso una nota, che «nelle prossime settimane il gestore della rete elettrica (cioè Terna stessa ndr) provvederà alla progettazione esecutiva dell’opera e a tutte le attività propedeutiche all’apertura dei cantieri».
Stiamo parlando, lo ricordiamo, di un elettrodotto lungo 37 chilometri, con 34 dei quali che correranno sotto al livello del mare a una profondità massima di circa 70 metri e con oltre 3 chilometri di cavi interrati. Quest’opera serve di fatto a potenziare la linea elettrica dell’isola, garantendo migliori connessioni con la rete nazionale e maggiore stabilità.
«Sarà realizzato un nuovo elettrodotto a 132 kV che unirà l’Elba alla terraferma – prosegue la nota di Terna – È un’infrastruttura che porterà a raddoppiare le linee di connessione tra il sistema elettrico nazionale e la rete dell’isola d’Elba. L’intervento rientra nel quadro degli investimenti pari a 515 milioni di euro previsti da Terna nei prossimi cinque anni in Toscana e in linea con il piano industriale 2021-2025 “Driving Energy” da 8, 9 miliardi di euro, soldi destinati allo sviluppo e all’ammodernamento della rete elettrica nazionale » .
Questi, invece, sono i dettagli tecnici e le garanzie che vengono offerte dalla società: «Gli approdi del cavo saranno realizzati tramite la tecnica della perforazione teleguidata, che permette di installare la tubazione limitando l’interferenza con le piante acquatiche e annullando l’impatto dei lavori sul litorale. Allo stesso tempo, viene garantita la necessaria protezione del collegamento elettrico. Terminate le attività di posa, Terna provvederà all’integrale ripristino dello stato dei luoghi, lasciando pertanto intatta la configurazione geomorfologica paesaggistica. In concomitanza con i lavori per la realizzazione dell’opera, la società si è inoltre impegnata a eseguire un progetto di trapianto di posidonia oceanica. Nel corso della progettazione Terna ha svolto rilievi, lavorando con il ministero dell’ambiente e l’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale». Ricordiamo che in passato, ed esattamente nel 2010, gli elbani riuscirono con le loro proteste per l’impatto dei tralicci a bloccare un cantiere già aperto. Poi sono iniziati i lavori per l’ammodernamento della linea San Giuseppe – Portoferraio. E in questo caso, a differenza di quanto era accaduto dieci anni prima, è stata prevista una linea dell’alta tensione interrata. E invece di costruire 20 nuovi tralicci, come prevedeva il progetto originale, nel piano c’è la demolizione dei 49 già esistenti. Ai lavori per l’elettrodotto elbano, dunque, presto si aggiungono le operazioni per l’elettrodotto che collegherà, energeticamente parlando, l’isola con la terraferma. In questo caso con cavi subacquei.
Così la società Terna definisce l’opera: «Terna investe circa 90 milioni di euro per lo sviluppo energetico dell’isola d’Elba. È un’infrastruttura strategica che porterà a raddoppiare le linee di connessione tra il sistema elettrico nazionale e la rete dell’isola d’Elba. Il nuovo elettrodotto contribuirà a migliorare la qualità dell’infrastruttura locale, garantendo importanti benefici in termini di sicurezza, affidabilità e sostenibilità dell’intera isola, caratterizzata da elevati consumi elettrici nel periodo estivo». Ottenuta l’autorizzazione del ministero, ora a Terna rimane da chiudere il progetto esecutivo dell’opera e da aprire i cantieri, per poi avviare e concludere i lavori previsti. Sulle tempistiche previste per l’avvio e di chiusura delle operazioni probabilmente ne saperemo qualcosa di più in seguito. —
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