Gioco
Val di Cornia, i gestori dei locali lanciano l'appello: «Riaccendiamo la musica. E ora basta col coprifuoco»
L'attesa è per le decisioni del governo, ma le idee sono già chiare: «La gente ha voglia di tornare a divertirsi, ripartiamo con le attenzioni del caso»
PIOMBINO. Dopo ben due inverni di sacrifici e restrizioni è palpabile, oltreché comprensibile, la voglia di tornare a uscire, frequentare amici, cenare al ristorante e, perché no, gustare insieme drink e live music o dj set in un locale fino a tarda sera. Già, peccato però che fino a ieri non si avessero certezze sulla possibile diminuzione dei limiti di orario imposti dal coprifuoco; inoltre se per tutti è legittimo un ritorno alla vita normale, per alcuni ciò rappresenta la discriminante tra lavorare o non lavorare, traducendosi in una questione di dignità e sopravvivenza. Direttori artistici, musicisti, dj, attori, tecnici del suono hanno stretto i denti durante questo periodo interminabile in cui il Covid ha seminato morte e paura, ma anche danni economici a cui sperano che l’estate possa iniziare a porre rimedio. Intanto in Spagna il coprifuoco è già stato abolito, mentre in Italia è attesa per oggi la decisione del governo sull’eventuale slittamento alle 23 o alle 24 del coprifuoco, sulla base dei nuovi dati epidemiologici. Ovviamente i gestori che hanno dotato il proprio locale di una specifica identità musicale, si sentono direttamente coinvolti dalle decisioni in arrivo.
«Al G&B di Venturina abbiamo pensato a un paio di appuntamenti live come un regalo ai nostri clienti – dice Maurizio Cantagalli, direttore artistico del locale - non appena pubblicato l’evento di ieri con Anna la zia e Davide lo zio, in appena quattro ore abbiamo registrato il sold-out, segno che la gente ha voglia di tornare a divertirsi e ascoltare buona musica. Naturalmente è stata una serata covid free con prenotazioni, distanziamento e apericena nella veranda all’aperto. Tuttavia – prosegue Cantagalli - il problema non è solo il coprifuoco ma anche il limite di sole quattro persone per tavolo, che va a penalizzare attività che dispongono di pochi spazi».
C’è poi chi fa di questa fase un’occasione per ampliare la propria offerta. Cesare Bonanni del Barrino racconta che una concomitanza di incertezza meteorologica e decisionale su temi come il coprifuoco (in aggiunta a cavilli burocratici) non ha finora consentito una vera e propria pianificazione. «Non c’è ancora il calendario – spiega – ma sicuramente faremo musica live, anzi stiamo valutando di ripristinare “I giovedì del Barrino”. Il coprifuoco? Temo che non verrà eliminato totalmente, così abbiamo pensato a introdurre la novità del pranzo per sopperire alle eventuali perdite della fascia mezzanotte-due».
Anche Federico Paladini e Serena Foti del “Molo 20” a San Vincenzo hanno preferito aspettare a calendarizzare gli eventi per essere certi delle possibilità di manovra: «A breve dovrebbero arrivare comunicazioni ufficiali, a quel punto fisseremo le date – raccontano – e se tutto va bene inizieremo entro fine maggio. Come gli scorsi anni abbiamo intenzione di proporre musica live alternandoci con gli altri locali vicini in modo da garantire un’offerta continuativa a chi sceglierà di trascorrere una piacevole serata sul porto sanvincenzino».
«Qualora non venisse eliminato il coprifuoco neppure d’estate dovremo organizzarci diversamente dal solito – dice Simone Frau del Baricche – anticipando gli orari dei live e, eventualmente, adeguando il genere musicale proposto alle regole vigenti. Senza dubbio già dal 21 maggio tornerò a far suonare (live band e dj set), anche perché con gli artisti si è instaurato un rapporto di reciproca collaborazione e fiducia che si rinnova da anni».
«Il progetto di fare musica dal vivo c’è – riferisce anche Fabio Collini del Gattarossa - però non abbiamo ancora fissato date perché aspettiamo le nuove disposizioni. Oltre a quello degli orari, un altro nodo da sciogliere è la gestione dei clienti, non solo quelli che si trovano al tavolo ma anche nell’area adiacente al locale. In quanti possono sostare? Chi eventualmente provvederà ad allontanarli?».
E’ evidente che la volontà di ricominciare, oltretutto partendo da uno dei settori più penalizzati dalla pandemia, è un comune denominatore. Certe parole di Eros Ramazzotti echeggiano di questi tempi come dispensatrici di verità: “Musica è guardare più lontano e perdersi in se stessi”. Effettivamente ce n’è davvero bisogno. —
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