Il Tirreno

la crisi di jsw 

Domani la vertenza acciaierie si trasferisce davanti al Comune

Domani la vertenza acciaierie si trasferisce davanti al Comune

Iniziativa pubblica dei sindacati, presente anche il segretario Uilm, Palombella Fusco: «Spero di vedere tanti lavoratori, il momento è davvero molto delicato»

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PIOMBINO. Domani alle 10,30 davanti al Comune è fissata la nuova iniziativa di Fim, Fiom, Uilm e Uglm: una sorta di informativa pubblica sulla situazione della vertenza Jsw. Così i sindacati e i lavoratori lasciano il presidio in portineria e tornano nel cuore della città per provare a farsi ascoltare e spiegare che questa vertenza infinita ha bisogno non solo di solidarietà ma dell’apporto di tutti per trovare una soluzione. «Chiediamo di essere presenti a tutti i lavoratori dello stabilimento Jsw – dice il segretario della Uilm, Lorenzo Fusco – anche ai molti che per altri impegni e per vari motivi non hanno potuto essere molto presenti alle precedenti iniziative. Abbiamo invitato gli studenti, cittadini, sindaci, regione, partiti politici».

Fusco spiega che «sarà presente il segretario nazionale della Uilm, Rocco Palombella. Ci saranno la stampa e le tv, ma quel che conterà davvero è la presenza dei lavoratori dello stabilimento. Siamo in un momento davvero delicato, con scadenze che si avvicinano e che non possono non preoccuparci».

Il riferimento è alla scadenza a luglio delle concessioni portuali, seguita a settembre da quella della cassa integrazione per i lavoratori di Piombino Logistics. «La fabbrica è praticamente ferma, mal gestita e anzi chi la sta gestendo – sostiene Fusco – sta curando più i propri interessi personali che quelli dello stabilimento, si stanno perdendo professionalità e risorse umane che vanno altrove a cercare di costruirsi un futuro». Il segretario provinciale della Uilm racconta che «all’ultimo incontro al Ministero è arrivato un ultimatum inaccettabile da parte di Jindal con la minaccia di chiudere lo stabilimento se non gli sarà assegnata la commessa delle rotaie. Insomma martedì servirà essere in tanti, portando all’iniziativa anche le proprie famiglie, per dare un messaggio forte al governo, che la vertenza piombinese rischia di esplodere».

All’iniziativa anche Usb parteciperà «con lper spirito unitario, vista la grave piega che sta prendendo la vertenza delle acciaierie di Piombino. I lavoratori non hanno ancora avuto risposte concrete da Jindal e dal governo – si legge in una nota di Usb – l’azienda in pratica è prossima al fallimento perché non sta producendo più niente, non è previsto nessun investimento, il piano industriale è stato rigettato dal Governo perché erano previsti solo investimenti con soldi dello Stato. La multinazionale indiana non vuole tirare fuori un centesimo e quindi noi chiediamo che vada via e lo Stato nazionalizzi o entri nel capitale sociale con una quota maggioritaria. Lo Stato è l’unico che può salvare le acciaierie piombinesi con investimenti ecosostenibili bonifiche e smantellamento degli impianti, diversificazione industriale». —

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di Redazione web