Gioco
A Venturina Italian Food alla prova del nove: prima verifica Arpat il 24 maggio
L’azienda deve attuare le prescrizioni della nuova autorizzazione ambientale. Nello stabilimento al lavoro per tre giorni, poi di nuovo in cassa integrazione
VENTURINA. La prova del nove è il 24 maggio. È la prima delle scadenze che è chiamata a rispettare la società Italian Food, dopo il via libera alla messa in marcia delle linee di produzione deciso il 29 aprile nella conferenza dei servizi. Regione, Arpat e Asa attendono dal quartier generale del pomodorificio il dettaglio degli interventi previsti per gestire le criticità di portata e qualità degli scarichi a valle dello stabilimento. Nel decreto regionale della direzione Ambiente ed energia numero 7182 del 3 maggio sono specificati nel dettaglio condizioni e limitazioni da rispettare. Nel frattempo, nello stabilimento di via Cerrini per tre giorni è ripresa la produzione per far fronte a una commessa a marchio di una catena della grande distribuzione organizzata. Uno spiraglio a fronte di una situazione che vede i 130 dipendenti in regime di cassa integrazione dal 12 aprile.
L’ammortizzatore sociale è stato riconosciuto per 90 giorni, fino al 30 giugno. C’è la speranza che possa essere interrotta prima e di arrivare senza inciampi all’avvio della campagna del pomodoro, che entrerà nel vivo da luglio. Il 12 maggio con la regia della sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati, in forma di videoconferenza, si è tenuto l’incontro tra l’azienda e gli assessori regionali Stefania Saccardi che ha la delega all’Agroalimentare e Leonardo Marras alle Attività produttive per decifrare lo scenario a seguito delle nuove prescrizioni e delle inevitabili ricadute, al netto dell’accertamento delle responsabilità in sede giudiziaria, dell’inchiesta “Scarlatto” portata avanti dai Carabinieri del reparto Tutela agroalimentare di Roma per presunta frode in commercio che vede l’azienda accusata di aver imbottigliato prodotti etichettati come “100% italiani” o “100% toscani” quando in realtà erano realizzati miscelando materia prima locale con pomodoro straniero. Un incontro a porte chiuse. L’unica indiscrezione filtrata è che dai vertici del gruppo Petti sono state date ampie rassicurazioni su tutti i fronti, e garanzie sulla campagna del pomodoro. Rassicurazioni che a quanto è dato sapere non sono sufficienti a sciogliere le riserve, a cominciare da quelle dei rappresentanti delle aziende agricoli e dei sindacati.
Il fermo amministrativo alle linee di produzione dello stabilimento di Venturina Terme era scattato il 24 marzo su disposizione di Arpat per irregolarità negli scarichi inviati a depurazione, dopo tre diffide notificate nell’estate 2020. Da qui la necessità di interventi strutturali e nuove prescrizioni che sono alla base della nuova autorizzazione unica ambientale (Aua) rilasciata il 3 maggio. Non è una novità che vi siano criticità al depuratore di Campo alla croce, dove vengono convogliati sia gli scarichi civili che dell’industria del pomodoro. Le settimane in cui la fabbrica marcia a pieno regime coincidono con quelle a cavallo di Ferragosto in cui si deve tenere conto anche del picco di presenze turistiche sul territorio. Tuttavia, l’azienda deve rispettare sia parametri di qualità che quantità degli scarichi in uscita dallo stabilimento. A questo proposito, l’altra scadenza cerchiata di rosso nel calendario Italian Food è il 15 giugno. Entro questa data dovrà essere messo in opera il nuovo sistema di dosaggio dei reagenti per contenere i parametri inquinanti negli scarichi di produzione. –
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