Gioco
Baratti, tanti turisti in pineta e in spiaggia, ma i bagni pubblici sono ancora fuori uso
Le proteste nel weekend per l’assenza dei servizi igienici. Parodi: «I vincoli del piano impediscono di ricavarne altri»
PIOMBINO. Gli stabilimenti balneari hanno avuto il via libera per l’inizio della stagione, e la notizia della conferma della bandiera blu per Piombino ha proiettato l’estate 2021 sui giusti binari dell’ottimismo. C’è, tuttavia, un “però” e riguarda Baratti, posto magnifico che l’Italia e oltre ci invidiano, ma ancora legato a problemi logistici e servizi essenziali che mancano. Roba non nuova, intendiamoci, che perdura nel tempo. Per capirsi, lo scorso fine settimana, con un clima mite che ha attirato sul golfo parecchie persone, i bagni pubblici, collocati sul pratone di Baratti, erano chiusi. Con buona pace delle esigenze fisiologiche di turisti e piombinesi che, per ovviare, hanno dovuto arrangiarsi in pineta. Una situazione difficile da comprendere e non dà sicuramente lustro al territorio come impatto turistico. «La gestione di questo genere di servizi è da tempo affidata alla società Parchi Val di Cornia che sta sicuramente lavorando alla loro attivazione – le parole dell’assessore al turismo, Giuliano Parodi – Ci sono stati sicuramente dei ritardi dovuti dalla situazione di incertezza generata dal Covid, e di questo ce ne rammarichiamo; il nostro obiettivo è quello dell’efficientamento della società affinché i servizi ai turisti siano sempre migliori per rendere il nostro territorio realmente a vocazione turistica».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.40274768:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40274768:1652955421/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
D’altra parte a Baratti, quelli sul pratone, restano gli unici servizi igienici presenti sul golfo. Gli stessi stabilimenti balneari, e non solo, ne sono sprovvisti. «Tecnicamente, quelli di Baratti non si configurano come stabilimenti balneari ma come chioschi e spiagge attrezzate, pertanto, la presenza dei servizi igienici non è dovuta – puntualizza Parodi – Inoltre, nel 2013, con l’approvazione del piano particolareggiato, la precedente amministrazione ha deciso di confermare la cubatura degli spazi già concessi: quindi non è possibile chiedere ulteriori spazi per realizzare i servizi igienici».
Al di là delle motivazioni e delle responsabilità, le carenze strutturali di Baratti ricadono a pioggia sul valore turistico della zona. La stessa bandiera blu, riconoscimento conferito alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi a precisi parametri, viene assegnata secondo 32 criteri del programma, aggiornati periodicamente, per premiare le acque più meritevoli. Oltre alla bellezza del mare, fra i requisiti richiesti ci sono i servizi, la pulizia delle spiagge, il turismo sostenibile e, in tal senso, anche la presenza di impianti di depurazione, la valorizzazione delle aree naturalistiche e la gestione dei rifiuti. «I criteri per l’aggiudicazione di questo riconoscimento sono molteplici e variegati: con l'estensione del Pianto si salvamento a tutto il litorale del Comune di Piombino confidiamo che nel 2022 la Bandiera blu venga estesa a tutto il territorio e ci impegneremo affinché ciò avvenga».
In ultima battuta, fra le carenze di Baratti, c’è anche una scarsa copertura telefonica e web. «Baratti è la perla del nostro territorio – replica l’assessore Parodi – ritengo che sia più importante proteggerla che garantire ai fruitori una copertura che necessiterebbe di installazioni ingombranti e impattanti sul paesaggio. In realtà, sono convinto che rappresenti anzi un incentivo alla disconnessione e alla fruizione di un luogo magico. Personalmente ho sempre creduto nei luoghi “wi-fi free” più che free wi-fi, perché il turista moderno sempre più spesso cerca luoghi dove rigenerarsi, scollegandosi dalla rete e collegandosi con l’ambiente». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
