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La Regione ha un piano «La produzione dei coils è la strada da percorrere»

La Regione ha un piano «La produzione dei coils è la strada da percorrere»

Il consigliere Anselmi e il presidente Giani hanno partecipato al tavolo «Solo così il polo siderurgico può essere competitivo»

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PIOMBINO. Un forno elettrico da almeno 1,2 milioni di tonnellate annue, in grado di riattivare tutti i laminatoi dello stabilimento Jsw, dal treno vergella al treno rotaie. Non solo. Il forno elettrico servirebbe anche a riportare in Italia la produzione di coils (prodotti piani) che verrebbero lavorati nel vicino stabilimento Magona, sempre a Piombino. A questo si aggiungono impegni concreti per lo sviluppo del porto (le concessioni scadono a fine luglio), per la liberazione di spazi destinati alla diversificazione, le bonifiche e gli smantellamenti dei vecchi impianti. Non è solo una serie di buoni auspici per il futuro di Piombino, ma da ieri è la posizione ufficiale della Regione Toscana, considerata l’unica via d’uscita percorribile per trovare una soluzione positiva alla vertenza Jsw. Lo ha spiegato nel corso del tavolo aperto dalla viceministra Alessandra Todde il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e lo ha ribadito, nel corso di una conferenza stampa il consigliere regionale ed ex sindaco di Piombino Gianni Anselmi. Quello che la Regione intende approfondire con Jsw e con il ministro, è un riassetto congiunto e parallelo all’ingresso dello Stato tramite Invitalia o Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Jsw. «Questa è la proposta della Toscana – ha spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani nel corso della riunione che si è tenuta ieri – Lavoriamo a un polo siderurgico che possa essere competitivo». La prospettiva più allettante, forse l’unica in grado di far riagganciare Piombino al mercato della siderurgia è quello dei prodotti piani. Più volte, in conferenza stampa, Gianni Anselmi ha spiegato che una produzione integrata con Magona e, in generale, la produzione di coils assieme alle lavorazioni degli attuali treni di laminazione, «non darebbe fastidio a nessuno, in quanto i coils vengono importati dall’estero». Un dimensionamento del forno elettrico su 800mila tonnellate annue sarebbe per la Regione non sufficiente. «Non sarebbe davvero giustificabile un forno elettrico a Piombino con una capacità inferiore a 1,2 milioni di tonnellate annue, quando invece è possibile garantire la sicurezza di una produzione locale con sbocchi di mercato certi – aggiunge Anselmi – come Regione siamo disponibili a supportare un ragionamento di filiera nazionale, ma non al contrario, ovvero ad asservire il dimensionamento dell’attività siderurgica su Piombino solo agli interessi delle imprese di altri territori. Il governo ha la possibilità di attivare una vera e propria operazione di reshoring su Piombino, sostituendo importazione con produzione locale al servizio sia degli acciai lunghi di Jsw Steel Italy Piombino sia dei laminati zincati e preverniciati di Liberty Magona, universalmente riconosciuti come tra i migliori sul mercato italiano». —

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di Redazione web