Gioco
Asse tra Zini e Giani per i vaccini sull’isola «Obiettivo Elba Covid free a inizio giugno»
Il sindaco punta all’immunità di gregge declinata a livello locale con l’arrivo di più dosi. Apertura dal presidente regionale
Antonella Danesi
portoferraio. Andare oltre le 2.500 somministrazioni settimanali in modo tale che si possa raggiungere una sorta di «immunità di gregge declinata a livello locale nei primi giorni di giugno». Il tutto grazie anche «a un intervento straordinario per accelerare le vaccinazioni, come prospettato da Giani». Perché «il problema non è dove fare i faccini, ma farne il più possibile». Il sindaco di Portoferraio e presidente della conferenza dei sindaci elbani sulla sanità Angelo Zini dà la sua ricetta per un’isola d’Elba Covid free. Per una vaccinazione di massa che declina piuttosto come un’immunità di gregge all’isolana. Quindi non vaccini per tutti, ma per una percentuale di persone tale da salvaguardare tutti. Ma sembra diventata una questione terminologica. Del resto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha di recente dichiarato: «Io vorrei rendere Covid free anche l'Elba, ne ho già parlato con Figliuolo, si tratta di 18-19 mila vaccini. E molti sono già stati somministrati». Una retromarcia rispetto all’indicazione precedente, quella con cui la Regione indicava per l’Elba le stesse modalità di somministrazione attivate sul continente escludendola dalle vaccinazioni di massa previste per le isole minori? Forse. Fatto sta che Angelo Zini ha più volte confermato la volontà di lavorare per vaccinare in toto anche l’Elba. «Il problema non è dove si fanno i vaccini. L’obiettivo è farli – commenta Zini – a oggi l’Elba, all’interno dell’Asl Toscana Nord Ovest, è al primo posto come somministrazione di prime dosi. Possiamo quindi dire che il meccanismo sta andando bene ma non è ancora raggiunto l’obiettivo a cui stiamo lavorando».
Zini è in contatto con l’Ancim, associazione nazionale comuni isole minori e con la Regione Toscana, che a sua volta lavora con il commissario straordinario Figliuolo per fare in modo che all’Elba possa arrivare un’integrazione nella quantità di dosi oltre che, eventualmente, anche degli operatori impiegati nelle somministrazioni. «Tenendo conto che ora siamo arrivati alla somministrazione di circa 2. 500 dosi a settimana – dice Zini - l’idea è di lavorare al massimo per incrementare i numeri e arrivare a una sorta di immunità di gregge locale, se non a fine maggio come mi ero prefissato, almeno nei primi giorni di giugno. Stiamo andando avanti e si profila la concretizzazione di un intervento straordinario per l’accelerazione nelle vaccinazioni, come anche sta annunciando il presidente Giani». Eugenio Giani, da parte sua, in consiglio regionale ha confermato questo obiettivo. «Io vorrei rendere Covid free anche l’Isola d’Elba – ha comunicato – Ritengo che sia una bella iniziativa, perché chi vive sull’isola ne ha la necessità anche per la situazione sanitaria. Chiaramente non è quella, per rapidità ed efficacia, che si può vivere in continente». E martedì prossimo il generale Figliuolo sarà a Firenze per decidere le modalità di intervento anche per quanto riguarda l’Elba, valutando le integrazioni che riguardano le modalità operative per le somministrazioni. Vedremo cosa succederà.
Nel frattempo l’isola d’Elba procede con le “normali” vaccinazioni anti Covid all’ospedale di Portoferraio e nella sala della Provincia, oltre che con quelle straordinarie che sono organizzate nei comuni del territorio. In questo frangente domenica 23 maggio a Capoliveri è prevista una nuova giornata di vaccinazioni alla palestra comunale di San Rocco che interesserà un’ampia fascia di cittadini. «A partire dal cinquantesimo anno di età - comunica l’assessore Enrico Castellacci - L’obiettivo è vaccinare il maggior numero di persone sul territorio. Per questo lo staff della Asl sarà coadiuvato da quello della polizia penitenziaria coordinato dal dottor Umberto Cignoni». Ad oggi sull’isola più del 35 per cento della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino. «Stiamo lavorando con le nostre strutture – conclude Angelo Zini – per capire come incrementare i quantitativi di dosi e predisporre azioni mirate. Conoscendo le quantità che arrivano possiamo organizzare campagne in ogni comune dell’isola». —
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