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Allarme lupo Dai sostegni alla prevenzione
CAMPIGLIA. Prevenzione e convivenza. Questi i due cardini della strategia per gestire la presenza del lupo in Val di Cornia e arginare le predazioni che mette d’accordo le amministrazioni di Campiglia e Suvereto. Il 10 maggio in collaborazione con la Piattaforma locale sui grandi carnivori, progetto europeo che in Italia opera in provincia di Grosseto, hanno organizzato un tavolo di discussione e confronto a cui hanno preso parte le associazioni agricole, ambientaliste, alcune aziende zootecniche, esponenti di DifesAttiva, associazione di allevatori che utilizzano con successo i sistemi di prevenzione nel grossetano, e di Valeria Salvatori, responsabile della Piattaforma e coordinatrice regionale per Ispra del monitoraggio nazionale del lupo, svolto anche in Val di Cornia.
L’incontro è servito a presentare l’esperienza grossetana, da mutuare e adattare alla realtà locale. I sistemi di prevenzione per i danni da grandi carnivori sono riconosciuti come i metodi maggiormente realizzabili nella pratica, per contenere, soprattutto dal punto di vista economico, le perdite causate dalla predazione operata dal lupo. L’altra leva è quella di ridurre i tempi per ottenere il rimborso per i danni subiti. «La prevenzione e la corretta convivenza con questa specie sono i soli temi realisticamente da sviluppare per tutelare il mondo zootecnico», dice l’assessora all’Ambiente di Campiglia Marittima Elena Fossi. Che aggiunge: «I Comuni possono stimolare e sollecitare la Regione per implementare e mettere a disposizione delle realtà locali strumenti economici necessari per affrontare formazione, gestione, prevenzione e arrivare a una convivenza tra uomo, con le sue attività, e lupo, che di certo non è facile né immediata, ma di certo non impossibile, come le esperienze di altri soggetti ci dimostrano». Le fa eco la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini: «Gli allevatori non devono essere lasciati soli, tutti dobbiamo renderci conto dell’importanza del ruolo di presidio svolto dalle aziende zootecniche e agricole in generale, che contribuiscono non solo alla produzione delle eccellenze che localmente come regione vantiamo e al mantenimento del territorio». E conclude: «Cercheremo di accompagnare le aziende che lo vorranno nel replicare le esperienze sulla prevenzione mutuate dal grossetano e di sostenere le richieste di congruo rimborso dei danni e delle spese sia per la prevenzione che successive alla predazione». —
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