Il Tirreno

i nostri tesori

Dallo scavo in diretta l’invito a scoprire Baratti e Populonia

Cecilia Cecchi
Delle oltre 120 tombe etrusche scavate -operazione di recupero della Soprintendenza -  una sola  con corredo funebre (foto Paolo Barlettani)
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Delle oltre 120 tombe etrusche scavate -operazione di recupero della Soprintendenza - una sola con corredo funebre (foto Paolo Barlettani)

Un solo corredo funebre su oltre 120 tombe. Parchi archeologici aperti con prenotazione

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BARATTI. Succede dove c’è storia, arte e bellezza un po’ ovunuque come in Val di Cornia. Ma a Baratti di più.

Ormai da oltre un mese sulla battigia è in corso uno scavo per “salvare” la sottostante necropoli, operazione di recupero della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Pisa e Livorno. In epoca di pandemia e è ancora più bello poter incontrare archeologi e studenti all’opera, fare domande ed ascoltare. Anche perché a Baratti ogni ricerca archeologica riguarda la storia di tutti, preziosa qual’è il golfo con la collegata necropoli di San Cerbone e l’Acropoli di Populonia (di nuovo possibili le viste basta prenotare con Parchi Val di Cornia).
«Scavi e sepolture rivivendo passo dopo passo la vita delle persone». «Incredibile pensare che sia possibile rinvenire resti di antiche civiltà come gli Etruschi sotto le nostre spiagge» solo alcuni dei commenti che ogni giorno su Facebook vengono accompagnati da foto e video con inquadrature sui resti in via di recupero. Dai social al giornale Il Tirreno, fino alla Rai, telegiornale della Toscana.

Ad oggi sono state scavate oltre 120 tombe datate IV secolo avanti Cristo, periodo tardo etrusco, subito prima della conquista romana. Pochi i materiali recuperati, comunque di grande importanza; nel corso della ricerca è stato ritrovato un solo corredo funebre. Tra le sepolture pochi bambini, per lo più si tratta di adulti, com’era nell’allora normalità per gli Etruschi: con un’aspettativa di vita in media, nella migliore delle ipotesi di quarant’anni. Ad occuparsi delle analisi adesso sarà il laboratorio di antropologia dell’Università di Pisa. I lavori stanno procedendo rapidamente per bonificare tutta l’area prima della stagione turistica, possibile arrivare a giugno col cantiere archeologico ancora in corso.

Una ricerca in essere che non può non invitare a scoprire di più; opportunità assicurata vista l’offerta culturale e paesaggistica proposta da Parchi Val di Cornia che ha studiato un modo valido per tornare a visitare in sicurezza i luoghi della cultura.

Dunque «visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso – confermano a Parchi –, ampi spazi aperti con aree picnic e punti ristoro, percorsi attrezzati, un patrimonio storico-archeologico e paesaggistico con pochi uguali e un museo, ampio ma a misura di famiglia, con reperti unici. Il tutto valorizzato – si sottolinea – da un sistema di servizi potenziati nell’ottica di offrire ai visitatori visite di qualità in completa sicurezza». Per maggio aperti, con prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente, come detto il parco archeologico di Baratti e Populonia e pure il parco archeominerario di San Silvestro il sabato e la domenica dalle 10 alle 19 e il museo di Piombino il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. Per informazioni sulle modalità basta contattare l’ufficio prenotazioni della società Parchi Val di Cornia al tel. 0565 226445 (aperto dal lunedì a giovedì ore 9/15 e venerdì, sabato e domenica ore 9/17).

Nel golfo di Baratti, per altro, già a disposizione anche gli ombrelloni dell’omonimo Bagno.
Pure l’estate è già qui. –

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