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Invaso della Gera sotto attacco ora c’è la sindaca

Invaso della Gera sotto attacco ora c’è la sindaca

Il gruppo d’opposizione  critico sulla gestione della prima cittadina: «L’ha rivendicata come frutto  di un’autonoma iniziativa»

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SUVERETO. Sulle sponde dell’invaso della Gera si consuma lo scontro politico. Il gruppo Uniamo Suvereto all’attacco della sindaca Jessica Pasquini. La sua colpa, a detta dell’opposizione, è di «aver rivendicato l’azione come frutto di un’autonoma iniziativa». Che aggiunge: «È dal consiglio comunale del 2 marzo che avevamo sollecitato la giunta al fine di porre l’invaso al centro del dibattito e degli obiettivi da affrontare in concreto, e non solo da elencare nei documenti programmatici».

Uniamo Suvereto, di cui è capogruppo Cristina Solignani, mette in fila le date. «Dopo i primi contatti informali con le associazioni di categoria e le aziende del territorio il 7 aprile abbiamo chiesto la convocazione della commissione Ambiente e territorio aperta alle associazioni di categoria, Consorzio di bonifica Toscana Costa 5 e Asa, per aprire un confronto istituzionale multilaterale sulle prospettive di potenziamento dell’impianto irriguo della Gera». Lo stesso giorno «la sindaca ci comunicava di aver scritto alle associazioni di categoria per stimolare una riflessione e che avrebbe provveduto alla programmazione di una commissione. A distanza di un mese, avuto notizia che le associazioni avevano provveduto all’invio dei loro contributi, abbiamo sollecitato la convocazione della commissione». Che prosegue: «Auspichiamo quanto prima la convocazione della commissione, come luogo preposto per sua natura alla discussione di un argomento così importante per il territorio, evitando così di relegare le commissioni a luoghi dove informare di quanto già compiuto».

L’azione della giunta suveretana non piace all’opposizione. «Non ci stancheremo di denunciare questo modo di procedere, ma ad oggi quel che ci interessa principalmente è aver posto l’impianto irriguo della Gera al centro dell’azione amministrativa». E conclude: «Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede progetti relativi alle infrastrutture idriche e le risorse del Recovery plan potrebbero essere un’importante fonte di finanziamento per progetti volti a conservare la risorsa idrica superficiale ed efficientarne l’utilizzo. È un’occasione che non possiamo permetterci di perdere». —

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