Cordoglio a Piombino per la morte di Lea Olivetti, una vita dedicata al liceo classico
In classe, alla cattedra e, in un attimo, il silenzio. Elegante, esigente, con se stessa e con i suoi studenti. Avrebbe compiuto 90 anni a luglio
PIOMBINO. In classe, alla cattedra e, in un attimo, il silenzio. Elegante, esigente, con se stessa e con i suoi studenti. Solo i problemi di salute, aggravati nel corso degli anni, non hanno permesso a Lea Olivetti di “proseguire l’insegnamento” anche dopo la pensione, continuando a collaborare con UniTre Piombino. Fatale l’ultimo malore nonostante le cure a Villamarina. Vicino a lei i cugini e i familiari più cari, a luglio avrebbe compiuto 90 anni.
Della generazione di docenti per i quali l’insegnamento è stata una missione. Caratteristica che la accomunava a colleghi che insieme a lei hanno formato generazioni di allievi al liceo classico Carducci di Piombino, sezione A: Lea Olivetti latino e greco, Luigi Alberto Mascia italiano, Giuseppe Palmieri filosofia (professori scomparsi qualche anno fa). Temibile ma non terribile, tanto che dopo decine di anni resti fiero di ricordare ancora i primi versi dell’Iliade in greco e li sai recitare proprio come faceva lei. Più che i voti, la stima. Una vita di insegnamento, conclusa, non senza un po’ di dispiacere ai primi anni Novanta. La salma da nella sala del commiato della Misericordia. Messa nella mattinata di sabato 8 maggio in chiesa alle 10. Poi il trasferimento a Livorno per la cremazione.
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