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A Pianosa la casa dell’Agronomo torna a splendere: «Tolti i ponteggi, è davvero emozionante»

Luigi Cignoni
A Pianosa la casa dell’Agronomo torna a splendere: «Tolti i ponteggi, è davvero emozionante»

Ospiterà l’ecomuseo dell’agricoltura. Sammuri (presidente del Parco nazionale): «L’inaugurazione durante l’estate»

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ISOLA DI PIANOSA. «È stato levato il ponteggio alla casa dell’Agronomo di Pianosa, l’investimento più grande da quando sono presidente del Parco Nazionale Arcipelago toscano. Non nascondo che sono veramente emozionato. E chi mi conosce sa che non è molto facile. È una bellissima notizia alla vigilia della riapertura a pieno della stagione turistica». È con queste parole che Giampiero Sammuri, presidente del Parco, annuncia il completamento del restauro esterno a cui è stata sottoposta la casa dell’Agronomo. Adesso resta da portare a termine alcuni interventi di piccola entità all’interno dell’edificio e da sistemare l’arredo. Poi la struttura diventerà a tutti gli effetti l’ecomuseo dell’agricoltura di Pianosa.

«Sono molto soddisfatto del risultato – spiega Sammuri - E anche del lavoro svolto fin qui dai miei collaboratori, oltre che dagli uffici dell’ente. Grazie anche al ministero dell’ambiente che ha cofinanziato l’intervento e all’architetto De Luca che ha seguito l’iter. Tutti si sono prodigati nel recuperare di un bene oggi riconosciuto dalla Regione d’interesse storico-artistico. E quindi tutelato a norma di legge». Si chiude dunque un cerchio, il cui iter burocratico è iniziato nel gennaio 2004 con l’avvio delle relative pratiche. Nel 2017 è stata indetta la gara per l’affidamento dei lavori, poi vinta dalla cooperativa sociale Esperia, i cui cantieri sono stati aperti nel 2019. Dopo non molto, lo stop agli interventi a causa della pandemia e del lockdown nazionale. Ma adesso ci siamo. E la parte esterna dell’edificio vista mare è tornata al suo antico splendore. Proprio alla vigilia della stagione estiva.

«Il restauro ha richiesto un finanziamento di un milione e 500mila euro – spiega Giampiero Sammuri – a cui devono essere aggiunti i 150mila euro che saranno spesi nell’allestimento del mobilio all’interno delle stanze. È un investimento ancora superiore di quello richiesto per il castello del Volterraio e per la riapertura della villa romana a Giannutri». E se non ci saranno intoppi sul cronoprogramma, Sammuri spiega che la nuova casa dell’Agronomo sarà inaugurata quest’estate. Uno degli edifici di maggior pregio per Pianosa, la casa dell’Agronomo fu costruita intorno al 1850 con l’intenzione di realizzare la colonia penale agricola, così come si rileva da alcuni documenti datati 1840 e 1880 e conservati nell’archivio di stato di Livorno. Questo ruolo centrale dell’agricoltura spiega la sede pregevole, molto utilizzata in passato ma negli anni soggetta all’azione del tempo e preda del degrado.

All’epoca della sua realizzazione l’esigenza primaria era quella di fornire le abitazioni per il personale addetto al carcere e la costruzione ebbe proprio questo scopo. Il fabbricato, nello specifico, fu suddiviso in quattro appartamenti, ciascuno dotato di un piccolo bagno. «Proprio per queste caratteristiche – continua il presidente del Parco nazionale – vorremmo realizzare lì l’ecomuseo dell’agricoltura, prevedendo anche stanze in cui sarà ripercorsa l’intera storia dell’ex isola del Diavolo».

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