La protesta
Campo Lo Feno, possibile la riapertura della strada da fine maggio
Intanto crescono le proteste del comitato e degli albergatori. Caggiano (Nanni Elba): «Più protezione dopo il 18 grazie alle reti in quota»
MARCIANA. «Quando sarà possibile la circolazione stradale, dopo quasi sei mesi d’interruzione per la frana di Campo Lo Feno?» . Lo chiede Vincenzo Anselmi dell’hotel Belmare di Patresi e, a sollecitare in proposito, interviene pure Alessandro Gentini, vicepresidente dell’Associazione albergatori dell’Elba.
Il passaggio da quel punto dell’anello occidentale è concesso solo a mezzi di soccorso e scuolabus. «Qualcuno ha tentato di rimuovere le barriere poste sulla strada, ma entro maggio potrebbe essere riavviata la circolazione» segnala William Caggiano della Nanni Elba, ditta al cui la provincia ha affidato gli interventi d’urgenza (18 persone tra operai e rocciatori).
Situazione difficilmente tollerabile; esiste un Comitato di protesta e i tre sindaci dell’area occidentale, hanno chiesto alla Regione un’accelerazione. «Operatori turistici e residenti – ribadisce Anselmi – devono avere qualche certezza per affrontare la nuova stagione turistica». Fa eco Gentini: «Importante riaprire la strada nel versante occidentale. Abbiamo fatto pressioni con le autorità insieme ad altre associazioni – ricorda – coinvolgendo il consigliere regionale del Pd Gianni Anselmi; un punto di riferimento per l’isola. Chiesti tempi più rapidi alla regione che ha disposto la copertura economica dei lavori. Entro maggio dovrebbe ripartire la viabilità».
Da Caggiano la spiegazione di quanto fatto: «Abbiamo posto una prima barriera di protezione tra i due picchi, dove è partita la frana, a circa 80 metri di altezza, grazie a 4 rocciatori. Impegno non facile. Comunque una protezione importante. Abbiamo anche preparato le armature per la successiva applicazione di una rete para massi – sottolinea – aderente alla roccia con parti in acciaio. Il 17 e 18 maggio entrerà in azione il nostro elicottero per completare, trasportando le reti in quota che poi andranno a rivestire in aderenza il picco di sinistra. Se la direzione provinciale dei lavori riterrà valida la situazione, potrebbe essere riattivata la circolazione dei veicoli a senso unico alternato o addirittura il traffico nei due sensi».
Possibile sospiro di sollievo. Intanto è in corso la procedura per l’affidamento dei lavori finali di completamento per realizzare la barriera paramassi, alta 7 metri e lunga circa 100. Poi ci sarà una nuova ditta che avrà vinto la gara e disporrà dei 650 mila euro lordi disposti dalla Regione, per concludere le opere.
«In precedenza – dice ancora Caggiano – sono state fatte diverse azioni di rimozione dei massi pericolanti in altura, con i rocciatori legati a funi e cavi di sicurezza, realizzando così la barriera di protezione a valle, sopra strada, dove sono state raccolte le pietre cadute o fatte da noi cadere (il disgaggio, ndr). Ma si è posizionata anche una rete che sormonta la barriera, rete rimossa e rimessa più volte perché le cadute dei pesanti massi l’avevano danneggiata. Potremmo distribuire i massi più grossi lungo la strada in modo da ampliare la barriera di protezione esistente. Ma ci sono state proteste – prosegue – e qualcuno, forse di notte, addirittura ha tentato di togliere le barriere stradali che impediscono il passaggio dei veicoli. Una cosa assurda perché la situazione non garantisce ancora la massima sicurezza. Siamo nella fase finale del nostro intervento; con l’azione dell’elicottero, dopo il 18, riusciremo ad appoggiare e fissare in quota le reti in aderenza alla roccia, e tutto ciò accresce protezione – sottolinea –. Gli operai in questi giorni taglieranno a misura le reti per la futura posa. Poi l’elicottero le trasporterà sul versante roccioso del monte Capanne interessato dalla frana e i rocciatori saranno in parete ad accoglierle per cui il velivolo le trasporterà con un bilancino proprio sopra le loro teste. I quattro uomini saranno tutelati da corde per la loro stabilità in quota. Un’azione importante e impegnativa. Prepariamo tutto il materiale. Per completare l’intervento – conclude William Caggiano – prevedo una paio di mesi di atti vari ancòra da svolgere, per cui la barriera para massi potrà essere collocata tra la fine di giugno e i primi di luglio. Speriamo». —
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