Toscana
La felicità dei piombinesi per il cinema ritrovato: «Quanto ci è mancata questa sala»
Spettatori entusiasti al primo spettacolo del Metropolitan dopo mesi di chiusura: «Paura? No, stare qui è bello»
PIOMBINO. A un certo punto Scamarcio, ripensando ai sette anni trascorsi in carcere, parla al figlio di tutto il tempo perso nel loro rapporto. E il ragazzino, riferendosi all’uomo che avrebbe tradito il padre, lo definisce “Il ladro di giorni”. Che poi è il titolo del film che ha inaugurato la nuova riapertura del cinema Metropolitan a Piombino. Ma, per certi versi, si addice anche perfettamente a una pandemia che ha rubato tanto in questi ultimi 14 mesi. Sicuramente ha rubato tanti film, tante storie, tanti sogni, sul grande schermo. Ieri per il Metropolitan è stato il giorno della ripartenza.
Le porte del cinema si sono riaperte, accogliendo un pubblico entusiasta e desideroso di tornare in sala. Seppur nel rispetto del protocollo anti-covid. Le norme da rispettare sono ben visibili all’ingresso. Prima di tutto ci si misura la temperatura e ci si lavano le mani con il gel igienizzante messo a disposizione dalla struttura. Poi, in fila ordinata, evitando assembramenti, si va alla biglietteria dove, al prezzo di cinque euro, si riceve un ticket già numerato con la poltrona a noi assegnata. Per finire ci viene ricordato di indossare la mascherina per tutta la permanenza nel cinema.
Le porte del Metropolitan ieri si sono aperte alle 16,30, con mezz’ora d’anticipo sull’orario del primo spettacolo che ha visto una trentina di spettatori. Alle 19 la seconda proiezione del Ladro di giorni, il primo titolo del ciclo Orizzonti del cinema d’autore che segna la ripartenza della struttura piombinese di proprietà comunale, gestita dalla Cooperativa Nuovo Metropolitan. Il prossimo appuntamento sarà per martedì 11 maggio con La sfida delle mogli. Tornando a ieri, i primi a varcare la soglia della sala in piazza Cappelletti sono il campigliese Giuseppe Mannucci e la piombinese Roberta Parlanti. «Non vedevo l’ora di tornare a vedere film in sala – le parole di Mannucci – Paura? Assolutamente no. Nel fine settimana sono già stato anche alla Gran Guardia a Livorno. La sala è tutta un’altra cosa rispetto a guardare film a casa propria. In quest’ultimo periodo ho recuperato un sacco di titoli vecchi, alcuni anche in bianco e nero, ma per il resto preferisco la sala, senza dubbio. Non sono abbonato a nessuna piattaforma o canale on demand. Addirittura io vado oltre: non amo neppure il digitale, e ricordo con nostalgia la cara pellicola».
Pian piano gli spettatori arrivano alla spicciolata. Tutti col sorriso stampato in faccia. È vero, c’è la mascherina, ma si vede lo stesso. «Che bello tornare», esclama una signora al personale della biglietteria. «Aspetto che arrivino anche le mie amiche ed entro, ma il biglietto intanto lo faccio – afferma Simonetta Simoncini – Se sono venuta per il film o solo per la voglia di tornare in sala? Beh, entrambe le cose. Vedere una storia al cinema è altra roba rispetto a guardarselo a casa. E poi adesso c’è desiderio di condivisione ed è un piacere essere qua». «Eccomi – le dice Grazia, una delle amiche, entrando al Metropolitan – Prima del covid non mi perdevo un film. Se ho paura? E di cosa? Ho solo una gran voglia di respirare di nuovo questa atmosfera». Fra gli spettatori del primo spettacolo della nuova apertura del Metro anche l’ex professore Rinaldo Bartaletti con la moglie Gabriella: «C’è tutta la voglia di tornare alla normalità – dicono – Per di più siamo vaccinati e contenti di essere qui». «Che bello essere di nuovo al cinema – spiega Anna Maria Gambini – Io poi sono un’amante della sala e ho trascinato qui qualche amica». «Siamo felici ed emozionate – esclamano insieme Carla Gasperini e Fiorella Sciarretta – Era talmente tanta la voglia di tornare al cinema, che saremmo venute a vedere anche un film brutto». —
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