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Agricoltura “nobile arte”. Rossano Pazzagli è accademico georgofilo

Cecilia Cecchi
Agricoltura “nobile arte”. Rossano Pazzagli è accademico georgofilo

Lo storico suveretano nella più antica Accademia agraria del mondo: «Un titolo per restituire qualcosa al territorio che mi ha dato molto» 

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SUVERETO. Famiglia contadina, stretto il legame con agricoltura e territorio. Rossano Pazzagli è un professore di storia in giro per le Università l’Italia, da sempre comunque residente a Suvereto, di cui è stato pure sindaco dal 1995 al 2004. Dal dicembre scorso è anche accademico georgofilo. «C’è stata la cerimonia inaugurale non nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio ma on line in questi giorni, dove sono stati ricordati i nomi dei nuovi accademici – racconta sorridendo Pazzagli – e la notizia ha fatto il giro del mondo amplificata dall’Università degli Studi del Molise dove insegno ormai da vent’anni».

Pazzagli, senza mai tessere di partito, ma sempre nel campo della sinistra, oltre che occuparsi di Suvereto (alla guida di una lista civica), è stato presidente del Circondario Val di Cornia dal 1999 al 2004. «Sempre di sinistra – conferma – geloso custode dell’autonomia». Nel cuore lo spopolamento delle aree interne «dove resta necessario – sottolinea il professore – recuperare prima di tutto la funzione dell’agricoltura». Pazzagli, 63 anni, si è laureato all’Università di Pisa nel 1983 ed ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia e civiltà all’istituto universitario europeo. Attività di ricerca all’Università europea e all’Università di Torino. Docente di Storia dell’agricoltura e di Storia dell’ambiente nelle Università di Pisa e Firenze. Adesso professore associato di Storia moderna all’Università degli Studi del Molise, dove insegna anche Storia del territorio e dell’ambiente. Presidente dei corsi di laurea in scienze turistiche e beni culturali, direttore del Centro di ricerca per le aree interne e gli Appennini (ArIA) e del Centro studi sul turismo. Dirige la scuola di paesaggio all’Istituto Alcide Cervi, esponente della Società dei territorialisti; oltre che accademico georgofilo.

Fa parte della redazione delle riviste “Ricerche storiche” e “Glocale”, di cui è condirettore. Ha diretto dal 2002 al 2011 l’istituto Leonardo a Pisa curando la realizzazione dell’archivio della memoria contadina. «Per anni – spiega – abbiamo fatto interviste a vecchi contadini dando voce alla fonte orale». Alla guida del centro ricerche aree interne a Campobasso dal 2016 al 2019. Carica locale? Presidente della Società storica dell’Alta Maremma. Autore di oltre 200 pubblicazioni di storia economica e sociale, riguardanti in particolare le trasformazioni del territorio e del mondo rurale nell’età moderna e contemporanea. Ultimo volume, la «Nobile arte». Agricoltura, produzione di cibo e di paesaggio nell’Italia moderna che sarà presentato nel giardino della torre di San Vincenzo a fine maggio.

Adesso anche accademico georgofilo. «Titolo sicuramente prestigioso legato anche alle pubblicazioni – aggiunge Pazzagli – il traguardo di un impegno scientifico e intellettuale pur se resto soprattutto uno storico, non un agronomo. Anche se mi sono occupato costantemente di storia dell’agricoltura e delle campagne». Non a caso nel volume edito da Feltrinelli si legge di “nobile arte”. «C’è bisogno di una nuova centralità dell’agricoltura – dice Pazzagli – del mondo rurale e del territorio». Insistente e determinato ha fatto breccia all’Accademia dei Georgofili – istituzione storica con sede a Firenze, fondata il 4 giugno 1753 e riconosciuta a livello internazionale – la più antica Accademia agraria del mondo. «È un riconoscimento – spiega Pazzagli – che mi consente di restituire qualcosa al territorio che mi ha dato molto». –
 

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