Lutto
Donati a due associazioni i prodotti avanzati dal “Carciofo delivery”
VENTURINA. Non poteva che chiudersi con un altro gesto di solidarietà il “Carciofo delivery”. La manifestazione targata Sei Venturinese se che lo scorso fine settimana ha portato sulla tavola dei cittadini piatti dei ristoranti locali, ha donato i carciofi rimasti fuori menù alla Caritas e della Sacra Famiglia di Venturina e alla San Vincenzo de Paoli di Piombino. Sono così arrivati sulle tavole di quelle famiglie che, più di altre, fanno i conti con la crisi e con la perdita del lavoro dovuta alla pandemia.
Con “Carciofo delivery”, in collaborazione con l’Ente Valorizzazione Campiglia, sono stati consegnati a domicilio, tra Venturina, Campiglia e Cafaggio, oltre 200 menù con protagonista il carciofo tipico della Val di Cornia. L’iniziativa (ovvero l’ottava edizione del “Carciofo pride”, in una veste adeguata all’attuale situazione sanitaria) aveva lo scopo di far lavorare per un fine settimana i ristoratori, una delle categorie più colpite dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. Sono stati 17 i ristoranti che hanno partecipato, ognuno con un piatto in onore dell’orgoglio carciofaio. «Abbiamo pensato che i carciofi rimasti – spiega Gianni Manzini, presidente di Svs - donati a noi dalle aziende agricole Ercolani, Balestri e Massei, potessero essere utili alle associazioni che partecipano al sostegno dei più bisognosi, che in questo momento sono purtroppo in aumento. Quindi abbiamo chiamato i responsabili Elisabetta Bianchi della Caritas ed Enrico Eleuteri per la San Vincenzo de Paoli per consegnargli i carciofi rimasti. Con grande entusiasmo li hanno subito ritirati e per noi è stata una bella chiusura del Carciofo delivery». —
A.M.
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