Il Tirreno

volti e voci  

Primi giorni “gialli” «È emozionante accogliere di nuovo i clienti ai tavoli»

Antonella Danesi
Primi giorni “gialli” «È emozionante accogliere di nuovo i clienti ai tavoli»

Per i ristoratori è essenziale avere zone all’aperto da usare C’è chi mantiene l’estensione di sempre e chi farà domanda

30 aprile 2021
3 MINUTI DI LETTURA





Antonella Danesi

portoferraio. La possibilità di ampliare la porzione di suolo pubblico utilizzata da ristoranti e bar lo scorso anno ha garantito ad alcuni la sicurezza del distanziamento sociale. Mentre altre attività avevano già predisposto spazi all’aperto dalle stagioni precedenti e li hanno mantenuti nelle stesse dimensioni.

Rinnoverà la richiesta di spazi esterni anche per la stagione 2021 Andrea Del Punta, titolare del ristorante GustaVino, nel centro storico di Portoferraio, che fa alcune osservazioni sul loro utilizzo.

«Abbiamo usufruito dello spazio in più all’aperto lo scorso anno e faremo di nuovo domanda – commenta – devo dire però che non sempre le regole sono state interpretate, secondo me, nella maniera giusta dagli esercenti. Perché lo spazio è dato in concessione non per avere più tavoli, ma per mantenere le distanze. Speriamo che ci sia una maggiore attenzione nell’interpretare questo beneficio. Sia per i nostri clienti che per una migliore qualità del centro storico». GustaVino con la zona gialla ha riaperto, ma secondo Del Punta resta un problema da risolvere, quello del coprifuoco alle 22.

«È una misura che non invoglia il turista a muoversi – dice – gli italiani, soprattutto, cenano tardi. Già in questi giorni abbiamo notato che si allunga il servizio del pranzo, la gente arriva anche alle 14. 30 e si trattiene fino alle 16. La speranza è che presto tutto possa tornare normale». Aprirà invece verso il 20 maggio il ristorante Bitta 20, lungo la Calata Mazzini, ma gli spazi esterni resteranno quelli di sempre.

«L’unica differenza per quanto riguarda il suolo pubblico è che lo scorso anno ci è stato dato a titolo gratuito – spiega la titolare Elvira Cavaliere – per quanto riguarda l’ampiezza è lo stesso delle stagioni precedenti. Per questo 2021 procederò nello stesso modo. Va bene così». Anche la pizzeria Tre Archi, a Carpani aveva già il suo spazio destinato ai tavoli all’aperto, come ha spiegato il titolare, Stefano Frassini.

«Avere spazio all’aperto mi ha comunque facilitato per l’osservazione delle norme anti contagio– commenta – che tra l’altro erano già efficienti anche all’interno. Lo spazio esterno ci ha anche dato una mano a mantenere la capienza precedente al Covid».

Frassini ha aperto da pochi mesi anche una nuova pizzeria a Concia di Terra che e, da quanto l’Elba è tornata in zona gialla, ha già visto la differenza negli afflussi.

«Non siamo ancora usciti dalla palude – considera il ristoratore – ma vedo che la gente gira e avere spazi all’esterno è una possibilità in più. Io stesso sono andato a cena fuori appena ci hanno dato il via libera. È un’emozione vedere di nuovo le persone che mangiano sedute ai tavolini. A Carpani ho visto la gente mangiare di nuovo sotto gli archi ed è stata una bella sensazione, al di là del fatto economico. Tornare alla vita è un bel segnale». Anche Simona Bicecci del ristorante la Barca delle Matte, locale nel centro storico di Portoferraio, che fino ad ora aveva lavorato con l’asporto, con la zona gialle è tornata a una qualche normalità. E si prepara alla stagione.

«Lo scorso anno abbiamo usufruito della porzione in più di suolo pubblico – spiega – e questo ci è stato molto di aiuto nell’attività. Essendo affacciati su un parcheggio, nel nostro caso era stata tolta la prima striscia per la sosta in modo tale da lasciare il posto ai tavoli e questo ci ha aiuto a garantire il mantenimento delle distanze. Anche quest’anno faremo domanda in tal senso perché è un provvedimento che ci aiuta. Per quanto riguarda queste prime riaperture, invece, il meteo non ha aiutato ma voglio ringraziare gli amici che sono venuti per incoraggiarci. È quello che ci dà la forza». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano
Il caso

Livorno, evade dal carcere delle Sughere: chi è e come è riuscito a scappare

di Stefano Taglione