Sicurezza
«Sul Centro giovani un gran pasticcio e personale non tutelato»
PIOMBINO. «Ma al Centro giovani ci saranno lavoratori che perderanno il posto? Una nuova gara per la gestione complessiva era la via da perseguire». Per Riccardo Gelichi, portavoce di “Amare Piombino”, «sul Centro Giovani si ragiona con uno statalismo di vecchia memoria. Si avoca la gestione alla partecipata del Comune Sgs con l’assunzione di due persone e contemporaneamente si decide di terziarizzare il servizio di gestione, non si capisce in quale forma; però i conti tornano, si risparmia».
Secondo “Amare Piombino” c’è una prima domanda da farsi: «È stata inserita la clausola sociale? Tradotto: il personale che ora lavora al Centro Giovani sarà tutelato dal Comune o una parte rimarrà senza lavoro? Occorre una risposta, altrimenti bisogna dire che quest’operazione voluta dal Comune creerà nuovi disoccupati».
Inoltre secondo Gelichi «non emerge nessun cenno sulle politiche in favore delle giovani generazioni, niente aggiornamenti sulle normative, totale assenza sui temi legati alle buone prassi attraverso il quotidiano lavoro con i giovani e le associazioni giovanili. Le politiche giovanili dovrebbero basarsi sulle strategie coordinate in grado di interessare i diversi livelli istituzionali, coinvolgendo con competenza tutti gli attori che a vario titolo si occupano di giovani. Il terzo settore, ad esempio, sostiene con competenza le istituzioni pubbliche nell’attuazione delle politiche sociali e agisce come mediatore a livello locale. Questo il motivo per cui la polemica sul Centro Giovani è stata volutamente indirizzata sui numeri e i conti economici, senza dire niente nel merito del problema e cioè “quale progetto”. Se si pensava veramente a un rinnovamento della gestione – prosegue il portavoce di “Amare Piombino” – si doveva aprire una discussione sulla gestione precedente e trovare le forme per migliorarla con un nuovo bando per cercare soggetti della società, associazioni, imprese sociali che attuassero le nuove direttive e i nuovi obiettivi dell’Amministrazione e quindi una gara per selezionare la migliore proposta. Non il pasticcio che sta emergendo».
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