Gioco
A Portoferraio il caffè al bar diventa anche un segno di rinascita: «Finalmente un po' di vita»
Viaggio nei locali che tornano ad accogliere i clienti negli spazi esterni: «Dopo tanto stop fa quasi un effetto strano». Ma i timori restano
PORTOFERRAIO. È come il sole di primavera dopo un lungo inverno. Rassicurante e spiazzante allo stesso tempo. Perché infonde speranza, ma non è ancora estate. E le nuvole potrebbero tornare. Devono essersi sentiti così i baristi che ieri mattina sono tornati a sistemare i tavoli all’esterno dei loro locali. Felici e un po’ timorosi. Ma si godono questo fazzoletto di normalità, mentre i clienti assaporano finalmente il caffè gustandolo dalla tazzina.
«Che bellezza - dice Giovanna Gigante, seduta ai tavoli esterni del Caffè Roma di Portoferraio - Finalmente un po’ di relax, soprattutto mentale». Ai tavoli del bar poco distante ci sono Maria Ceccarelli, Rina Bucciolini ed Enza Simoni. «Che felicità potersi ritrovare per la colazione insieme - dicono - Pareva passata una vita. Non vedevamo davvero l’ora».
Nel tavolo accanto, invece, ci sono Rosanna Rocchi e Fiorella Rossi. Entrambe con la mascherina. «Noi la teniamo anche al tavolo - dice Rocchi - Io ne ho addirittura due. Il virus non è scomparso e dobbiamo fare attenzione». Ma almeno adesso ai tavoli del bar si può stare. «Finalmente un cappuccino gustato come si deve - prosegue Rocchi - Guardi, sono rinata».
Perché in un mondo stravolto dalla pandemia anche un gesto semplice come bere un caffè fa la differenza. «Un po’ di vita - dicono Francesca Arnone, Pasquale Guzzo e Marco Scotti, al tavolo del Nature bar di via Fucini - Ci voleva proprio questo passaggio in zona gialla».
Dalle vie del paese fin giù al porto, i tavoli dei locali tornano timidamente a ripopolarsi. Seduti, per esempio, ci sono Roberto Pacini e Emilio Francini. Anche per loro «è un piacere bere il caffè seduti e nella tazzina, oltre che avere di nuovo la possibilità di fare colazione come si deve. C’è più libertà ed è bello».
Da una parte i clienti, dall’altra i baristi. Felici e straniti allo stesso tempo. «Vedere le persone sedute fuori fa davvero una bella impressione - dice Nedo Martorella, bar Massimo - E dopo tanto tempo fa anche un effetto strano. Però è bello. Lavorare così è di certo un’altra cosa». Anche se non tutto è permesso. Il caffè in tazza, per esempio, è possibile berlo ai tavoli, ma non al bancone. «Qualche turista oggi (ieri ndr) c’è - spiega Jessica Fiocchi, Voglia di Sicilia - Ma aspettiamo qualche giorno per dire come va. E speriamo che non richiudano tutto».
Perché, anche visti i precedenti, il timore di un cambiamento normativo di rotta, rimane. Per adesso, comunque, ci si gode l’ingresso in zona gialla. «Fa un effetto strano tornare a preparare il caffè nelle tazze - dice Arturo Zurlo, che lavora da responsabile al Caffè Roma - Ma per adesso procede tutto abbastanza bene». È la stessa impressione di Stefano Starace, che serve aperitivi ai tavoli sistemati sulla veranda esterna del Nature bar di via Fucini. «Sta procedendo bene. Stamani (ieri mattina ndr) per esempio, abbiamo avuto un aumento del 10 per cento di colazioni servite e anche gli aperitivi non stanno andando male. Per fortuna oggi non piove».
Già, per fortuna. Perché il primo giorno di ritorno in zona gialla con pioggia sarebbe stata proprio una beffa. Ma ieri c’era il sole, anche se nel pomeriggio si è alzato un po’ di vento. E bere il caffè al bar o sorseggiare un aperitivo è diventato il segno di una nuova rinascita. —
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