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Oltre 200 menù ai carciofi a Venturina: ecco la festa da asporto per aiutare i ristoratori

Annalisa Mastellone
Oltre 200 menù ai carciofi a Venturina: ecco la festa da asporto per aiutare i ristoratori

Fine settimana nel segno dell’orgoglio carciofaio, gustato a casa come se si fosse al ristorante, per un “Carciofo delivery” che ha riscosso un successo inatteso

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VENTURINA. Fine settimana nel segno dell’orgoglio carciofaio, gustato a casa come se si fosse al ristorante, per un “Carciofo delivery” che ha riscosso un successo inatteso. Oltre 200 sono stati i menù consegnati a domicilio tra Venturina Terme, Campiglia Marittima e Cafaggio. L’ottava edizione del “Carciofo pride”, in una veste adeguata all’attuale situazione sanitaria, ha avuto il risultato sperato dagli ideatori. Qualche imprevisto è capitato, vista la complessa macchina organizzativa, ma l’iniziativa targata Sei venturinese se, con la collaborazione dell’Ente valorizzazione Campiglia, ha fatto centro.

Sulle tavole di tanti cittadini i piatti preparati dai ristoratori del territorio comunale. Scopo dell’evento, infatti, è dare proprio a loro una mano, contribuendo a far lavorare una delle categorie più colpite dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. Sono stati diciassette i ristoranti che hanno cucinato piatti con protagonista il carciofo: Sottobosco, Mezzo Km, Neibar, Delizie di mare, Mamanonmama, Ristorante pizzeria Elena, Osteria Annalisa & Ghigo, Carnaby Street, Ci si trova lì, Ristorante Pizzica, Da Alcide, La Bottega di mezzo, 57021 Food & wine, Le golosità di Silvia, Da Andrea ristopizza, La Merenda, Il Pizza. L’Ente valorizzazione ha invece partecipato con schiaccia campigliese e vin santo, mentre i volontari di Sei venturinese se, come da tradizione, si sono cimentati nei cartocci di carciofi fritti e zonzelle.

“Carciofo delivery” è un “Carciofo pride” reinventato, manifestazione che dallo scorso anno, a causa della pandemia ha dovuto trovare alternative alla festa in piazza che dal 2014 Sei venturinese se ha lanciato in onore del prodotto più tipico del territorio. L’associazione ha deciso di coinvolgere l’Ente valorizzazione per unire Venturina e Campiglia in questa e nelle future iniziative. Oltre ai ristoranti, che hanno dovuto contrastare la pandemia con chiusure e limitazioni. Chi ha partecipato ha potuto costruirsi il suo menù componendolo dei piatti preparati dai singoli locali per la cena di sabato e il pranzo di domenica. Tantissimi gli apprezzamenti ricevuti per l’organizzazione e, soprattutto, per la qualità del cibo gustato comodamente a casa. C’è stato qualche intoppo, ma nulla che possa rovinare lo spirito di solidarietà con cui “Carciofo delivery” è stata preparata.

Due giorni carichi di tensione da parte degli organizzatori che, avendoci messo il massimo impegno, volevano che andasse tutto bene. «In primo luogo – dice Gianni Manzini, presidente di Sei venturinese se – l’associazione intende scusarsi per i disguidi accaduti. Trattandosi della prima volta che l’evento ha avuto un particolare svolgimento, qualche piccola defezione spero sia concessa e che possa meritare attenuanti. Un grande e ringraziamento va a tutti coloro che hanno aderito e manifestato il loro sincero apprezzamento attraverso i canali social. Grazie alle aziende che hanno contribuito: Ercolani, Massei, Balestri, Venfrut, Toscana alimentari e Mulino le Pietre». E ancora: «Grazie ai soci che hanno dato un grande contributo alla realizzazione dell’evento. L’aiuto indispensabile delle associazioni per la consegna, Croce rossa, Bifora, Monte Calvi Trail, AmaCampigliaMarittima, Filarmonica Mascagni, e dei tanti cittadini che sono intervenuti per aiutare. Spero che per i ristoranti non ci sia più necessità di eventi del genere. E spero presto in un ritorno alla normalità per un prossimo Carciofo Pride alla grande». —



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