Italia
La tabaccheria 1 e il racconto di trent’anni di vita in città
In corso Italia 19 la titolare Barbara Bacci: «Quell’indimenticabile passeggio di ragazzi»
PIOMBINO. Una penna da acquistare andando a scuola, come un biglietto di auguri all’ultimo momento, soprattutto sigarette o gratta e vinci. Alla tabaccheria di corso Italia 19 Barbara Bacci è da trent’anni a servizio dei cittadini.
Tabaccheria 1, storia nella storia: negozio dove si vendono sigari e altri tabacchi, spesso sale, valori bollati, generi di profumeria e cancelleria che esiste da quando c’è corso Italia: affaccio reale sul cambiamento delle abitudini e della vita a Piombino.
«Qui con mia sorella Sabrina – ricorda Barbara Bacci – che avevo 21 anni. Da dietro il banco, oltre la porta d’ingresso abbiamo seguito in diretta tutti i cambiamenti della vita delle persone di tutte le età. Insieme ai mariti dipendenti di Magona e che, una volta licenziati, ci hanno aiutato a pieno servizio. Anni Novanta? – prosegue Barbara – il passeggio in corso, indimenticabile: difficile passare tra la gente. A pensarci oggi uno spettacolo soprattutto ricordare l’infinità di ragazzi. Ormai la fine di quello che tutti ricordano come il tempo delle “vasche” in corso Italia: eco finale degli anni Settanta e Ottanta, quando centinaia di giovani ogni giorno riempivano il centro».
Emozioni, anno dopo anno. «Con Sabrina – dice Barbara – siamo sempre state qui, pure coi pancioni aspettando i nostri figli che poi in queste sale abbiamo fatto crescere. La nostra è stata davvero una conduzione familiare. Nel 2004 Sabrina ha deciso di gestire l’edicola Terzi, facendo poi pure altri lavori; adesso di nuovo insieme qui, ma solo fino a settembre perché ha scelto di dedicarsi ad un altro tipo di consulenze col Centro servizi la Baciocca e le nostre strade si sono divise. Io invece resto! » . Tabaccherie tra le attività considerate essenziali e mai sospese durante l’emergenza sanitaria (speciale concessione amministrativa Monopoli di Stato).
«Anche se meno del solito abbiamo sempre lavorato – spiega Barbara –. Ma è difficile elencare tutti cambiamenti a cui abbiamo assistito: a parte il fatto che i bambini venuti con le mamme, a cui regalavamo i lecca lecca, ora sono genitori. Clienti giovani ce ne sono pochissimi, purtroppo la città offre davvero poco più di niente e chi studia cerca di trasferirsi altrove appena può».
«All’inizio – sottolinea Barbara – magari qualcuno entrava per prendere le sigarette ma poi, soprattutto sotto le feste, finiva per acquistare ogni cosa. Potevi mettere in vetrina un oggetto qualsiasi, a sera non arrivava. Adesso si va al ribasso e i clienti chiedono ed acquistano sempre meno. Ma andiamo avanti a testa bassa e non possiamo certo lamentarci. Molti negozi sono stati chiusi troppo a lungo, non è paragonabile con il poter lavorare anche se in giro ci sono pochi cittadini. Poi? – conferma – Dare il massimo sempre, tutti insieme ce la faremo». Così da sempre, mentre saluta, il sorriso di Barbara Bacci anche da dietro la mascherina. –
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