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Punto nascita, la Lega presenta una mozione

Punto nascita, la Lega presenta una mozione

Il consigliere regionale Landi chiede alla giunta di attivarsi «Si intervenga in fretta  per adeguare le strutture  e assumere il personale»

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PIOMBINO. Il gruppo consiliare della Lega ha presentato una mozione in Regione sulla questione del punto nascita di Piombino. «Qualora la Regione Toscana, optasse per scelte programmatorie relative alla riorganizzazione dei punti nascita che non tengano conto di quanto dettato dall’accordo del 16 dicembre 2020, dovrà assumersi la responsabilità di garantire efficienza, efficacia, economicità dell’assistenza, nonché qualità e sicurezza per la madre ed il neonato, presso il punto non in linea con quanto dettato dalle norme in vigore». Così si conclude la lettera, datata 15 gennaio 2021, con cui il ministero della Salute ha comunicato alla Regione il parere negativo alla richiesta di deroga per il punto nascita di Piombino. Non la parola fine, secondo quanto ritengono i consiglieri leghisti, nonostante nella lettera si legga anche che il Ministero resta «in attesa dell’atto di chiusura del punto nascita».

«La decisione irrevocabile spetta alla Regione Toscana. È lei a dover scegliere se investire sulla struttura o decretarne la chiusura definitiva – spiega il consigliere regionale della Lega Marco Landi, firmatario della mozione con cui chiede alla giunta di adoperarsi perché siano rispettati gli standard di sicurezza e poter quindi richiedere la riapertura.

«Le parole del Ministero ci dicono che la Regione può ancora decidere di salvare il Punto nascita di Piombino – aggiunge Landi – Dopo anni di promesse non mantenute, di interventi non realizzati, di richieste di deroghe, di porte in faccia motivate dalla mancata realizzazione degli interventi richiesti, la giunta regionale abbia un sussulto di dignità: intervenga immediatamente per adeguare le strutture e assumere il personale necessario», prosegue Landi, auspicando una rapida discussione della mozione.

«I mancati interventi sul punto nascita hanno innescato un circolo vizioso: in assenza degli adeguamenti necessari numerose future mamme della Val di Cornia hanno preferito recarsi presso altri ospedali. Questo fino al giugno 2019 – ricorda il consigliere della Lega – quando venne deliberata la sospensione delle attività del punto nascita. Sospensione che dura tuttora e che durerà sino a quando non verrà presa una decisione». —

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