Il Tirreno

il futuro delle acciaierie

Jsw, è ancora stallo a Piombino: per la commessa da 900 milioni serve un mese in più

Luca Centini
Jsw, è ancora stallo a Piombino: per la commessa da 900 milioni serve un mese in più

Si allungano i tempi per la firma del contratto con Ferrovie. Fusco (Uilm): «Il governo ottenga garanzie» 

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PIOMBINO. Un mese, forse un mese e mezzo in più. È il tempo che si dovrà attendere per capire se e come si chiuderà la maxi commessa da oltre 900 milioni di euro per la fornitura di rotaie a Rfi per i prossimi dieci anni. L’unica strada percorribile per risollevare dal tappeto uno stabilimento la cui operatività è ridotta ai minimi termini. La notizia dello slittamento dei tempi per la chiusura dell’affare, fino a pochi giorni fa attesa entro la fine del mese, si è materializzata nelle ore scorse. Ieri si sarebbe dovuto tenere un consiglio di amministrazione di Jsw con, sul tavolo, proprio il contratto di fornitura con Ferrovie dello Stato. In discussione, in particolare, i volumi di rotaie che, nell’ambito dell’accordo tra azienda e Rfi, dovranno essere prodotte nel sito di Piombino. Sì, perché il punto è proprio questo: capire se e come le misure contrattuali in fase di definizione con Rfi saranno in grado di tutelare nel tempo lo stabilimento. Il rischio, visti gli impegni finora disattesi dall’azienda, è che ci si trovi di fronte a un affare del tipo “prendi i soldi e scappa”. È questo lo scenario temuto dalle organizzazioni sindacali che chiedono di riportare la contrattazione sotto la regia del governo. Il coinvolgimento del ministro Giancarlo Giorgetti è stato chiesto direttamente anche dai deputati del Pd Andrea Romano, Luca Sani,Martina Nardi e Gianluca Benemati che, a tale proposito, hanno presentato un’interrogazione parlamentare urgente. «Chiediamo di verificare – hanno spiegato i deputati – se alla luce della elevata strategicità del polo di Piombino, il contratto per la fornitura di rotaie siano idonee a garantire nel tempo lo sviluppo tecnologico di tale centro industriale, la sua produzione e conseguentemente l’occupazione».

«Siamo stati noi, per primi e fin dall’inizio a chiedere che nel contratto per la fornitura di rotaie fossero posti dei vincoli forti con lo stabilimento di Piombino – spiega Lorenzo Fusco, segretario del sindacato Uilm – se lo slittamento dei tempi è un modo per mettere alle strette l’azienda, allora siamo d’accordo».

Da quasi cinquanta giorni i sindacati stanno tenendo in piedi un presidio di protesta alla portineria dello stabilimento. L’obiettivo è quello di tenere accesi i riflettori sulla vertenza di Piombino, coinvolgendo tutte le istituzioni e, in particolare il governo, a cui si chiede di assumere un’iniziativa chiara a difesa del sito produttivo. Ma, per adesso, l’intervento atteso non si è ancora materializzato. «Abbiamo incontrato tutte le forze politiche del territorio, la stessa Regio ne Toscana ha chiesto al governo di intervenire e invece dal ministero si continua a gestire la vicenda a scatola chiusa. È uno smacco anche nei confronti delle istituzioni locali», spiega il segretario della Uilm. Stallo. Non ci sono altri termini per descrivere la fase della vertenza Jsw, in attesa almeno della chiusura del contratto con Rfi. L’azienda, disponendo di uno stock di prodotti finiti da piazzare sul mercato, ha disposto da alcuni giorni il fermo del treno rotaie. È atteso nei prossimi giorni l’arrivo di una nave di semi prodotti che comporterà il riavvio del tremo vergella. Uno stop and go, come si dice nel gergo della Formula Uno. Niente di più. Per capire il futuro dello stabilimento, con la maggior parte dei lavoratori alle prese con gli ammortizzatori sociali, si attende che il governo faccia la sua mossa. —

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