Gioco
Il museo di San Martino ricorda il maestro Bolano e l’imperatore eroico
portoferraio. Con l’avvicinarsi delle celebrazioni previste in occasione del bicentenario della morte di Napoleone, come avrebbe celebrato la ricorrenza l’artista elbano, Italo Bolano, scomparso nel settembre 2020? Se lo chiedono i responsabili dell’ “International art Center association” di San Martino, il museo diffuso di arte moderna creato e voluto dallo stesso maestro. E rivolgono un invito alla troupe Rai attualmente impegnata in questi giorni nelle riprese dei siti napoleonici perché «dedichi qualche secondo anche al “suo” Napoleone esposto all’hotel Airone». Bolano nelle celebrazioni del 2014, bicentenario della presa di possesso dell’imperatore francese del piccolo Principato dell’Elba, ha organizzato tre mostre: una alla Telemaco Signorini di Portoferraio, una seconda alla scuola Teseo Tesei di Campo nell’Elba e infine l’ultima al suo museo di San Martino. Essa ha rappresentato l’occasione unica per esporre gran parte delle circa 200 opere (su tela e su carta) da lui realizzate in 14 anni. «Per Bolano – dicono i gestori del museo di San Martino – che si definiva un romantico-drammatico, Napoleone rappresentava il perfetto eroe romantico-drammatico, vittima tormentata del suo stesso glorioso progetto di vita. Così accanto alle tele trionfali delle battaglie dal pennello dell’artista elbano scaturirono le ore più angoscianti della solitudine a Sant’Elena, perennemente avvolta nella nebbia, dove Napoleone scrisse le Memorie». —
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