Il Tirreno

I locali della notte «Il coprifuoco? Facciamo prima a lasciare le chiavi»

Francesca Lenzi
I locali della notte «Il coprifuoco? Facciamo prima a lasciare le chiavi»

I titolari di pub, bar e ristoranti temono di perdere l’estate «Così non possiamo lavorare, il tetto alle 22 va cambiato»

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Francesca Lenzi

PIOMBINO. «Noi alle dieci di sera si “scote” l’asciugamano. Diteglielo a Draghi». L’uscita del nuovo decreto che stabilisce punto per punto le riaperture di tutte le attività ha creato scompiglio. Talvolta rabbia, in qualche caso ironia. È la questione del coprifuoco alle 22 ad aver scatenato la satira toscana in vista di un’estate che potrebbe essere vincolata anche nell’orario oltre che nelle misure di sicurezza anti-covid. Il condizionale, però, è d’obbligo. Inizialmente si è parlato del coprifuoco fino al 31 luglio, e questo è bastato per infiammare la popolazione, spaventata dalla prospettiva di dover trascorrere le ore più fresche del periodo estivo fra le quattro mura di casa, invece che a passeggiare al chiaro di luna, magari con un gelato in mano, oppure a bere e mangiare qualcosa in un locale. Non parliamo poi degli addetti ai lavori, ristoratori, baristi, titolari di pub, terrorizzati da una chiusura più che anticipata rispetto al normale. In realtà il coprifuoco fino alle 22 non durerà necessariamente fino al 31 luglio, data in cui scadrà il decreto. Secondo le intenzioni del governo la misura restrittiva in tali termini andrà avanti per tutto il mese di maggio. Da giugno in poi si vedrà. Ovviamente sulla base di come si svilupperà la situazione epidemiologica, nell’ambito di contagi, terapie intensive e via dicendo. Se i numeri lo permetteranno, il coprifuoco potrebbe slittare alle ore 23, o anche essere eliminato del tutto. —

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