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All'Elba pochissimi iscritti a geometri e agrario, una mamma: «Così i nostri giovani dovranno fuggire»

Claudia Guarino
All'Elba pochissimi iscritti a geometri e agrario, una mamma: «Così i nostri giovani dovranno fuggire»

Solo otto, complessivamente, le domande per i due indirizzi del Cerboni.  La preside: «Stiamo lavorando per chiedere l'attivazione di un corso congiunto»

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Claudia Guarino

portoferraio. Tre studenti iscritti alla prima del Cat: costruzioni, ambiente e territorio, cioè l’ex scuola di formazione per geometri. E cinque all’agrario. A fornire i numeri è la preside e, per l’anno scolastico 2021/2022 dunque, all’istituto Cerboni non ci saranno nuove classi per questi indirizzi. Elena Pieri è la madre di uno dei tre iscritti all’ex geometri e si dice dispiaciuta. «Quest’anno non si formerà la sezione dell’ex geometri – racconta – Ma mio figlio è convinto delle sue scelte. E frequenterà comunque il biennio al Cerboni, perché i primi due anni per Cat, grafico e informatico sono in comune. Poi andrà a studiare fuori, probabilmente a Firenze. Ma è un peccato che i nostri ragazzi si vedano costretti ad andare via per poter seguire i loro sogni». La dirigente scolastica dell’istituto tecnico, commerciale e per geometri G. Cerboni, la professoressa Alessandra Rando, prova a dare una spiegazione sul perché la carriera da agronomo o da geometra sembra non attirare più i giovanissimi dell’isola. E fa una proposta: «Stiamo lavorando per chiedere al Miur di istituire un nuovo indirizzo di studi, che dia ai ragazzi la possibilità di accedere sia all’esame da agronomo che a quello da geometra. Speriamo così di poter dare una possibilità in più, anche perché per il nostro territorio queste professioni sono molto importanti». Ma partiamo dal principio, cioè dalle iscrizioni per il prossimo anno scolastico.

Se l’indirizzo agrario e l’ex geometri (oggi denominato Cat) non ingranano, all’istituto Cerboni va meglio con gli altri indirizzi che, spiega la preside, «hanno registrato complessivamente un 25 per cento di iscritti in più rispetto all’anno precedente».

Ecco i numeri: grafico 33 iscritti (dovrebbero formarsi due classi), turistico 22 iscritti, amministrazione, finanza e marketing, cioè l’ex ragioneria, 33 iscritti (dovrebbe formarsi una classe da 29, mentre quattro studenti potrebbero essere indirizzati, in accordo con le famiglie, al biennio comune del turistico), informatica e telecomunicazioni una ventina di iscritti.

Mentre agrario e geometri, come detto, hanno rispettivamente solo cinque e tre iscritti. Nel dispiacere di chi ha sperato di poter tornare a studiare da geometra all’isola d’Elba. «Di recente ho anche ricevuto un’altra richiesta di iscrizione al Cat – dice la preside – per un trasferimento familiare da fuori isola d’Elba e ho dovuto dire di no».

«Non stiamo parlando di un corso “marginale”, ma di un indirizzo storico del nostri istituto elbano – dice Pieri – dove, personalmente, sono orgogliosa di aver studiato. E ho timore se penso che uno dei suoi indirizzi fondamentali potrebbe finire, togliendo così un’opportunità ai nostri figli.

Sono preoccupata del fatto che chi desidera diventare geometra si trovi costretto a scegliere un altro indirizzo per il biennio per poi concludere gli studi altrove (come ha fatto suo figlio ndr). Oppure, peggio che mai, che sia costretto a rinunciare ai suoi sogni. Possiamo aiutare i nostri giovani ad avere garantito un diritto allo studio pari al resto d’Italia? Magari potenziando l’orientamento? ». La dirigente scolastica ha preso atto della situazione provando a cercare una possibile soluzione.

«Può darsi che abbia un po’ scoraggiato il fatto che la nuova normativa in prospettiva prevede che i geometri siano laureati – spiega la preside – È anche vero che difficilmente si capisce come mai l’agrario abbia così pochi iscritti. Io, comunque, mi sono mossa e, insieme ad alcuni docenti, sto lavorando a una proposta da presentare al Miur.

L’idea è cioè quella di provare a istituire un nuovo corso legato all’economia green, che dia ai ragazzi la possibilità di accedere, da diplomati, sia all’esame per iscriversi al collegio dei geometri che a quello agrotecnico». L’istituto Cerboni di Portoferraio, parallelamente, sta anche cercando di «sviluppare idee legate all’economia verde, come quella dell’agricoltore custode (di cui Il Tirreno ha già dato notizia) e ci farebbe piacere che, in questo percorso di sviluppo, le istituzioni ci aiutassero».

Anche perché, come dice la signora Pieri, «è paradossale che il disinteresse verso certi indirizzi si stia verificando proprio in un periodo storico che sta andando verso una conversione dell’economia al “verde”. E questo percorso richiederà certamente professionisti che abbiano competenze specifiche». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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